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venerdì 20 marzo 2020

ZIO PAOLO, GIOCOLIERE DI PAROLE... e ANTIDOTO ALLA PAURA


Abbiamo la fortuna di vivere qui in Casentino!
In questi giorni, se non fosse per la mia voce che parla in riunioni e corsi online circa 10 ore al giorno 😜, si sentirebbero solo le prime rondini...

C'è un piacevolissimo silenzio in piazza... come quello ai tempi della Balzana, in fattoria.


Ogni tanto (spesso) zio Paolo spalanca le finestre e mette musica a tutta palla. E le poche persone che girano (2-3 al giorno ormai) si fermano a guardare in su... Qualche volta si mettono a ballare e stanno sotto le nostre finestre. ASCOLTARE MUSICA è un antidoto potente alla paura che ci sta letteralmente falcidiando, perchè la paura affatica il respiro e indebolisce i polmoni, che così diventano più vulnerabili!




Quando zio Paolo può "toccare" uno strumento musicale, qualunque esso sia, diventa irrefrenabile e la sua voglia di condividere questa sua ricchezza interiore lo ha portato a creare da diversi anni un gruppo su Facebook che si chiama 7 NOTE PER RIACCORDARSI, dove ogni giorno mette pezzi straordinari. Puoi andare a sentirli cliccando qui sotto:


A zio Paolo piace molto giocare con le parole: dice sempre nei suoi corsi che
RI-ACCORDARCI vuol dire predisporre le nostre CORDE per la musica che vogliamo o dobbiamo suonare, individualmente, nella "orchestra da camera dei nostri affetti", nella "grande orchestra d'archi della vita". Vuol dire prendere atto che spesso ci SCORDIAMO di noi e continuiamo a suonare "scordati". Un invito a RI-CORDARCI DI NOI, di quello che siamo, che stiamo facendo, che siamo in grado di fare, qui e ora.
Io lo faccio con i miei esercizi di Brain Gym® e lui (da 17 anni!!) sta cercando con molta pazienza (incredibile, vero? è molto più paziente di quanto dà a vedere) di educare il mio essere "dura d'orecchi" e piuttosto stonata😅.

E' stata la mia (e la sua) salvezza negli anni in cui ero più in ospedale che a casa e gli infermieri mi chiedevano di NON ascoltare la musica con le cuffie perchè ... ne avevano bisogno anche loro!
ASCOLTARE E FARE ASCOLTARE NEGLI OSPEDALI: se - anche in tempi normali - si potesse fare, la guarigione sarebbe più veloce e il clima più disteso per gli operatori. Forse questo è uno degli insegnamenti preziosi di questo periodo così intenso su tutti i fronti.

Ora tocca a me condividere il dono che ho ricevuto in questi anni, con uno dei post che zio Paolo ha pubblicato nei giorni scorsi.
Per aiutarci ad affrontare l'eroica impresa della vita quotidiana, e andare incontro alla settimana, chi meglio di Beethoven potrebbe esserci? E l' "Eroica", appunto, mi pare la migliore, in questi frangenti. Sì, l' "Eroica", la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore Op. 55, composta da Ludwig van Beethoven fra il 1802 e 1804, per la Direzione del M° Herbert von Karajan.



Condividiamo benessere, quanto più possibile! GRAZIE zio Paolo 💗





giovedì 28 aprile 2016

QUANTA TERRA NEGLI OCCHI, QUANTA GENTE NEL CUORE...



Ho girato molto in questi ultimi mesi (Casentino, Oltrepò Pavese, Cascine Orsine, Potenza, Sassari, Nuoro, Siena... e fra poco Cagliari e Oristano). Mi chiedono spesso cosa ci guadagno a correre su e giù per l'Italia a fare corsi, con tutta l'energia che questo comporta sia in termini economici che fisici.
Rispondo con Saint-Exupery: "Ci guadagno - disse la volpe - il colore del grano" ...


E messaggi come questi, che non hanno prezzo:
"Grazie per essere stata la persona al posto giusto nel momento giusto della mia vita
sia per la tua storia che per i tuoi insegnamenti, un abbraccio".

Ciò che chiediamo di scrivere alle persone - alla fine del corso
è quello che ci viene immediatamente restituito tra sorrisi e diversi momenti di commozione.
Cosa PORTO VIA CON ME...



... il regalo più bello ...

GRAZIE, a tutti voi... che mi vedete una volta ogni tanto!
 ... e a chi con pazienza (tanta!) mi sta vicino tutti i giorni...


venerdì 22 maggio 2015

SALVIAMO IL CORSIVO!






Questo post nasce da quegli strani (o fin troppo logici?) casi della vita che ti portano quasi magicamente a trovare un filo conduttore in quello che stai facendo. Un po' come dire: Mister Google ti fa comparire sulla tua schermata di Facebook per quindici giorni una fila di lavatrici, proprio nel momento in cui la tua si è rotta e tu ne parli con un'amica in un messaggio privato.

Mi ha sempre affascinato il mondo dell'antico Egitto (in prima media mi ero comprata un libro che avevo letto e riletto per farci una ricerca e ho ancora nascosto da qualche parte!), e proprio un paio di giorni fa - immersa tra le mummie e i reperti del bel Museo Egizio di Milano - sono stata attratta da un paio di schede descrittive sulla figura dello Scriba e sull'uso della scrittura (mio interesse particolare soprattutto in questi ultimi anni in cui la scrittura a mano sembra essere merce rara).





"... Si diventava Scriba imparando a leggere e a scrivere sin da bambini. Gli scolari iniziavano apprendendo lo IERATICO, la scrittura CORSIVA utilizzata soprattutto per documenti su papiro, che consentiva di accedere ai livelli più bassi della carriera amministrativa. Le lezioni prevedevano sia la dettatura da parte del maestro di testi letterari, copiati dagli allievi su frammenti di calcare e cocci (ostraca), sia la risoluzione di problemi di geometria e l'apprendimento dei formulari per redigere i documenti amministrativi. Un livello ulteriore era rappresentato dalla conoscenza del GEROGLIFICO, utilizzato come scrittura monumentale".













Ieri sera, studiando un articolo assai interessante sulle NOSTRE STRAORDINARIE MANI, di Carla Hannaford, la neurobiologa che da sempre fa ricerca sul rapporto tra il movimento e l'apprendimento, e sostiene Brain Gym® come una delle tecniche più efficaci per lo sviluppo del nostro sistema mente-mani-cuore, guardate un po' cosa leggo?


"Nel corso della storia, gli esseri umani hanno sentito l'esigenza innata di aumentare l'efficienza della loro comunicazione. I geroglifici egiziani erano un magnifico sistema di scrittura, ma richiedevano molto tempo ed erano riservati alle iscrizioni su metallo e pietra.
Nella scrittura su papiro, gli egiziani utilizzavano la scrittura ieratica in corsivo, un sistema di lettere collegate che consentiva alla mano dello scriba di fluire liberamente.

Il corsivo è sempre esistito, in tutte le epoche e in tutto il mondo. 

Praticamente ogni civiltà che sia riuscita a sviluppare un sistema di comunicazione scritta, ha formulato una versione rapida di scrittura che collega le varie lettere. Per secoli, le persone più colte, abbienti e raffinate si sono distinte dagli altri per la loro capacità di scrivere in modo fluido belle lettere (caratteri)". 



dal Metodo Esemplare Calligrafico prof. Giuseppe Càpretz, primi del Novecento




E ancora:


"Le scuole Waldorf in Europa hanno iniziato a introdurre la scrittura in corsivo intorno ai 6-7 anni di età, vale a dire prima che le ossa del carpo della mano si siano sviluppate a sufficienza per poter compiere i movimenti fini richiesti dalla scrittura in stampatello". 


  • Gli elettroencefalogrammi mostrano che soltanto l'emisfero sinistro è attivo quando una persona scrive in stampatello mentre tutto il cervello è attivo quando una persona scrive in corsivo". 
  • La scrittura a mano in corsivo, più della scrittura in stampatello o a macchina (digitazione su tastiera) stimola l'intelligenza e il fluire della lingua. Un’attività di scrittura fluida o fluente fa sì che non interrompiamo o tronchiamo i nostri pensieri. 

  • Gli studi di imaging a risonanza magnetica condotti presso la Indiana e Vanderbilt University hanno rilevato una maggiore attività cerebrale durante la scrittura a mano in corsivo rispetto alla scrittura su tastiera. 
  • Vi è qualcosa di magico nel modo in cui una penna poggia sulla mano e si muove sulla carta, quasi fosse un flusso meditativo che scaturisce da un'unità motoria e sensoriale. Anche il testo risulta in qualche modo più completo, intimo o profondo oltre che più creativo. 

sul retro della fotografia mandata da nonno Aurelio dal fronte orientale



Abbiamo ancora qualche dubbio??


Il Blog della Zia Popa: PENNA E PENNINO: 13 dicembre, Santa Lucia! Sui banchi di scuola c'era sempre un regalo, che segnava una tappa del nostro imparare: il quade...




giovedì 19 dicembre 2013

SUGGESTIONI DI NATALE



Lievi suggestioni natalizie, che mi riportano ad altri Natali...

Presepe Nature: Pinkito e Margherita alle 3 di notte. Foto © La Balzana


PAVIA, abside di San Teodoro










... e soprattutto mi ricordano l'emozione del
"preparare" il Natale.
















Da ragazzina, almeno per tutte le elementari e forse anche le medie, i sabati pomeriggio di dicembre erano caratterizzati da una puntata a San Teodoro.

Immancabilmente anche oggi, ogni volta che passo da questo angolo rivivo le stesse sensazioni di allora: aria un po' cupa di nebbia, un pochino di paura (ci si arriva da una stradina piccola e sassosa, allora come ora poco illuminata) e battito del cuore appena accelerato, anche perché arrivavo spesso all'ultimo minuto e gli altri bambini erano già nella cripta per la funzione dell'Avvento.

Le luci e la musica che scappavano dalle finestrelle basse mi segnalavano che la preghiera stava iniziando. Il giorno di Natale, alla messa delle 9.30, arrivavo in genere con il cappotto nuovo che la nonna Pina mi aveva finito durante la notte, o comunque con un paio di calzettoni nuovi, o di guanti e cuffia da inaugurare.











Passare da San Teodoro ancora oggi mi ricorda l'intimità delle candele nella cripta dove si stava più caldi per la messa e la posizione esatta di dove mi andavo a sedere (diversa da quella delle Messe degli altri periodi dell'anno, quando avevo davanti le pecore che ancora oggi evocano il mio soprannome).


La mattina di Natale, prima della Messa, c'era il bagno e prima ancora - di buon mattino - la "finta" della sorpresa per i regali portati da Gesù Bambino (come capita a tutti i bambini, attorno ai 6-7 anni qualche amica dispettosa si era divertita a smontare il sogno, svelando la vera provenienza dei doni dal bagagliaio delle auto dei genitori e, a quei tempi, dalle borse nascoste per tempo negli armadi di casa).

Eppure era - e resta - sempre una gran sorpresa, perché anche se per tutti gli anni successivi mi son assunta il compito di "rinnovare" l'emozione preparando direttamente l'ambiente la sera della Vigilia - mi piace scoprire che "qualcuno" è passato dopo di me e ha aggiunto qualche piccola cosa (meglio se per me!)

Non ho foto di quei momenti. Allora solo lo zio Sergio aveva la macchina fotografica, e addirittura la cinepresa: ma quei momenti intimi tutti dedicati alla nostra famiglia erano "solo nostri". L'unica immagine che collego alla sera della Vigilia (per il richiamo angiolesco della situazione) è questa, di Giancarlo piccino con una buffissima camicia da notte della zia Alida.



Forse stava telefonando per sapere a che ora sarebbe arrivato GESÚ BAMBINO e poter preparare per tempo la CIOTOLINA con il latte tiepido per Lui e la CAROTINA per l'asinello (che la mattina dopo avremmo trovato puntualmente sgranocchiata con le dovute gocce di latte rimaste ancora sul pavimento insieme alla ciotola vuota).

E il rito delle SCARPE lucidate? A casa le pulivamo a turno io e i miei fratelli, ma mi pare che la sera di Natale ognuno si preoccupasse ben volentieri di lustrare le proprie per andarle a collocare il più in vista possibile in salotto ai piedi del divano, delle poltrone e dello specchio. Era il "segnaposto" inequivoco per indicare dove avrebbero dovuto essere appoggiati i regali che ti a-spettavano.

La mattina ovviamente ero la prima a svegliarmi all'alba (con gran disappunto di tutti gli altri della famiglia - più grandi - che conoscevano il copione e avrebbero solo voluto dormire ancora). Una rapidissima occhiata di nascosto ai vetri smerigliati del salotto (proibito entrare da soli!) e la meraviglia di vederlo tutto colorato di arancione, con un profumo di mandarini che passava da sotto la porta!!!

Era allora che cominciava il tormentone della sveglia a tutta la casa per accelerare il momento magico della scoperta, che andava fatta rigorosamente prima del bagno, della colazione e della Messa, anche perché ci si rivestiva per l'occasione con le nuove calze, magliette, mutande, camicie, cravatte e scarpe (quando andava di lusso).

Non ricordo bene se ognuno si fiondava nel proprio "angolo": non mi pare. Mi piace ricordare che tutti prima facevano il giro della stanza per guardare la scenografia preparata per tutti: le scatole impacchettate e infiocchettate piccole e grandi, il pacchetto morbido che nascondeva sicuro un maglioncino o una sciarpa, i mandarini a mucchietti sparsi, insieme alle noci, alle confezioni di datteri e fichi secchi, a qualche filo argentato e al tocco geniale di chi aveva predisposto la situazione.

Che bello poter aprire un pacchetto e condividerne lo stupore e la gioia con gli altri, che fanno la stessa cosa ma tenendo gli occhi aperti su ognuno di noi! che bello "tenerci dentro" questi momenti!!



BUON NATALE
insieme





domenica 15 dicembre 2013

MARIA, LA CHIAVE!!






Un altro mazzo di chiavi pronto per essere riconsegnato.
Altro giro di boa, altra vita che ricomincia.



Anche questa volta, Benigni insegna...


Un messaggio direi evangelico!

CHIEDI, e ti sarà dato. Diventa capace di CHIEDERE, con la SICUREZZA che c’è una risposta a ogni cosa. L’universo è così grande che SICURAMENTE da qualche parte c’è la risposta al tuo bisogno. Da qualche parte c’è la CHIAVE per aprire le nostre porte.

Mente, Mani, Cuore: 3 chiavi, 3 porte

per entrare in una sola casa che - vivaddio! - ci vede interi e assolutamente unici, con la possibilità di entrare e uscire per libera scelta tra un micro-cosmo e un macro-cosmo infinitamente grandi. A cui essere… INFINITAMENTE GRATI.

sabato 7 dicembre 2013

PENSIERO ad alta voce PER I LETTORI


Il confine tra racconto, diario, post, blog, pensieri ad alta voce, lettere a un amico ... è davvero labile. 

Ho iniziato questo blog per raccontare ai miei nipoti (e con loro ai giovani quarantenni e ai bambini di ogni età) quello che ho scoperto, visto, fatto, letto, sperimentato, ascoltato, assaggiato, annusato nella mia variegata esperienza con le persone di ogni età, nei luoghi dove ho vissuto, dove ho lavorato, dove ho gioito, dove ho sofferto, dove ho imparato.

Perché "temo" una società che rischia di dimenticare il nostro essere "persone" fatte di mente-mani-cuore. Perché "desidero visceralmente"  quello che ho scritto un paio di anni fa:


Sogno un bambino - una bambina
che senta la vostra e la nostra
felicità nell'accoglierlo;

che guardi la vita con stupore
che sappia dire grazie
e aiutarci a rallentare i tempi
per scoprire il mondo come 
lo scopre lei, o lui.

Sogno un bambino - una bambina
che sappia ancora giocare,
che ami le filastrocche,
che prima o poi si incuriosisca
tenendo in mano una penna
e un pennino.

Che trovi dei grandi che sappiano
essere grandi e lo aiutino - la aiutino
a essere bambino - bambina
sentendosi in diritto di esserlo;
sapendo di poter avere paura
perchè qualcuno sa rassicurare;
sentendo di poter crescere
perchè qualcuno lascia che succeda.

Sogno un bambino - una bambina
che ami la musica, il teatro,
il cibo, i libri, l'arte;
la medicina, il cinema, i fiori,
i prati e le montagne,
la poesia e il mare.

Pavia, Napoli, la Sicilia
e anche Sesto San Giovanni
e il mondo intero.

Che sia felice
e che viva davvero,
intensamente.

Zia Popa


Mi scuso quindi per il taglio a volte un po' troppo intimistico e confidenziale, che dà per scontata più di una informazione. Cerco di riparare con una "legenda" rigorosamente autobiografica e intenzionalmente "non casuale" : i nomi insomma sono tutti veri!


  • Nonna Pina è mia madre (figlia della nonna Maria e del nonno Nino)
  • Nonno Aurelio mio padre (figlio della nonna Ida e del nonno Carlo)


Sono l'ultima di 4 fratelli:

  • Alida è mia sorella (o meglio la mia Slole, come la chiamavo quando ero piccola)
  • Gabriele e Chico i miei fratelli (quelli che mi facevano i dispetti approfittando delle mie paure)
  • Zia Tuci, la zia che mi ha "adottato" per anni, tutte le volte che mamma e papà erano impegnati
  • Zia Dede, la zia che ha vissuto una ventina d'anni con noi dopo essersene sciroppati una trentina in ospedale psichiatrico (allora non andavano troppo per il sottile)

... ... ...

I miei nipoti Giancarlo, Michele, Marcello, Maura, Ivana, Silvia (rigorosamente in ordine di nascita!) e i nipotini/nipotine già nati Simone, Rebecca, Leonardo, Francesca e Francesco (oltre a quelli che nasceranno) sono quelli a cui dedico questo blog...

Cercando con questo di sopperire alla mia lunga "trasferta" toscana lontano dalla famiglia d'origine ... e augurandomi da adesso in poi una frequentazione "reale"  oltreché virtuale, perché le occasioni mancate non ce le restituisce nessuno!

La ZIA POPA sono ovviamente io.
_________________________
N.B.
GRAZIE (tutto alto) a Paolo, mio compagno di viaggio, di vita e di lavoro, che mi ha "provocato" questa riflessione all'inizio di un nuovo corso di vita.

domenica 23 giugno 2013

ALTALENA


Mi piaceva molto l'altalena, di tutti i tipi: e non solo da piccola!
Anche oggi quando ne trovo una in qualche giardino
(e non c'è nessun bambino in giro che la reclama) mi ci diverto un sacco. Mi allenta i pensieri.

bella immagine tratta da Enzo Mari - L'Altalena



Tante volte però c'è qualcuno (e anche la nostra testa fa la sua parte)
che ci mette un carico un po' troppo pesante!
Allora per compensare - invece di alleggerire - capita che anche noi aumentiamo la dose.









In questo periodo invece ho imparato che più qualcuno cerca di "tirar giù" più è importante "andar su": è un meccanismo di reazione naturale, ma spesso il nostro cuore tende a sintonizzarsi sul battito cardiaco "incoerente" di chi tira in basso e ci vuole volontà per ritornare alla "coerenza" di un cuore regolare, calmo, positivo.

Volontà e buone e belle abitudini:


come quella di "andare in alto"
e di "guardare in alto"



lunedì 17 giugno 2013

PENSIERI E PERSONE

Qualche volta si inciampa in persone che sembra ti portino nuove idee o spunti per un nuovo lavoro. Ti dicono apertamente fin dal primo incontro che quello che hai fatto finora è troppo di nicchia, che devi diventare più "commerciale".
La tua mente segue questo filone ipotizzando nuovi scenari: ti metti in discussione, provi a valutare altri punti di vista, lasci un attimo da parte la tua sicurezza professionale provando ad ascoltare con curiosità e un pochino di umiltà anche voci più giovani e prive della tua esperienza.

Ma una parte di te ti dice da subito che qualcosa non va: un po' troppa arroganza nella voce, pur simpatica e suadente; atteggiamento un po' troppo "entrante"; sicumera professionale tipica di chi ha poca esperienza.

Lasci da parte il "giudizio di pelle" e riprendi contatto con la tua parte di "valutazione mentale" (giudicante nei confronti di te stesso, giustificante rispetto all'altro): hai bisogno degli altri, smettila di giudicare a prima vista, non pensare di essere perfetta tu, c'è sempre qualcosa da imparare, e via dicendo.
Crei altre occasioni di confronto, cercando di accantonare i pre-giudizi: nessun contenuto professionale nuovo e sempre la stessa percezione di ambiguità. Sento prepotenza e rivalità nell'altra persona, dietro la apparente complicità e pseudo-comprensione.

La mente mente, il corpo non mente.

SENTO CHE MI RUBA ENERGIA: e questo NON LO PERMETTO PIÙ A NESSUNO!

Appena realizzo questo, e sostengo per diversi giorni con Brain Gym ® (Nodo e Calamita e Punti Positivi) la mia fiducia in me stessa e il diritto al mio spazio sacro e inviolabile,  la soluzione vien da sé e si creano le condizioni perché la persona in questione si autoelimini.

Mi sono accorta che in tutto questo tempo il mio blog era rimasto muto.

LA RUOTA GIRA



Posso regalarmi una sosta sul passo della Futa
durante il nostro bellissimo viaggio in moto verso il Casentino.

MI SENTO BENE
MI SENTO VIVA
MI SENTO IO



domenica 24 febbraio 2013

MAOMETTO e LE 10 FASI



Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto!
(me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato)




Che meraviglia quei "piedini nuovi" che arrancano
 e cercano di spingere e di afferrare anche loro,
come le mani che cercano affamate il Cesto dei Tesori!


Più di trenta anni fa, quando non c'era internet, facevo ai miei nipoti decine e decine di foto (che NON erano digitali e costavano un sacco per essere stampate) per fissare quei piccoli minuscoli movimenti che me li facevano veder "crescere". Alcune le ho ritrovate proprio qualche giorno fa in una vecchissima scatola e appena posso le scansiono e pubblico anche quelle (ma devo chiedere il permesso ai nipoti "soggetto"???)

Allora facevo la formazione negli Asili Nido di Cinisello Balsamo e in tanti altri nidi soprattutto del nord: ero e resto affascinata soprattutto dai primissimi mesi dei bambini, fino all'anno e mezzo, quando ancora è un mistero il loro linguaggio e tutto passa dal movimento e dalle scoperte fatte col corpo in ebollizione. 

Tanti anni dopo (ma tanti tanti) - credendo di occuparmi di tutt'altro - ho ritrovato le stesse scoperte nel modo di muoverci in mezzo a un branco di cavalli al pascolo e nel modo dei bambini autistici e di tutte le persone che il linguaggio non lo hanno mai padroneggiato o lo hanno perso.

Allora ho cominciato a mettere assieme i pezzi di una vita e ad accorgermi che c'è sempre un filo conduttore nelle cose che facciamo col cuore: dal nido al mio stare con gli animali, all'insegnare agli operatori sportivi, al proporre ai manager di un'azienda la sfida del "ritrovarsi" nel proprio corpo per potersi ritrovare anche nella propria mente e nel proprio cuore.

MENTE-MANI-CUORE diceva Elinor Goldschmied: era quasi un mantra.

Paolo è riuscito a sintetizzarlo in una sigla
che è diventata il modello formativo della nostra Società InfinitiForm:
HMS al quadrato - Heart Hands Mind Music Start System

Per chi ne ha voglia (spero in tanti!)
qui sotto ci sono un po' delle cose che anche voi mi avete insegnato negli anni...
Le 10 fasi dello sviluppo senso-motorio: per ricordarci di come cresciamo!

OTTO-GALOPPO nella nostra Vacanza MENTE APERTA all'ARIA APERTA