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giovedì 27 aprile 2017

GIOCARE SANO, di più e di più!




Una piazza, un po' di sole, un tavolino, un mazzo di carte...
e 17 persone attorno a discutere di due di quadri e asso di cuori
con la ola di incoraggiamento e battute una dietro l'altra,
"seri come cartelli" si direbbe da queste parti...













Un bosco, tre "pine" e le mani che le fan volare, col sorriso.








Dieci persone, grandi, a fare un corso in un prato:
la capacità di stare al gioco e di mettersi in gioco.

Serve altro?

A me oggi basta così.

mercoledì 7 agosto 2013

STUPORE DI BIMBO


Basta un rotolo di scottex (e la curiosità di zio Giancarlo)
per riscoprire lo stupore disarmante dell'essere bambini



 e per ricordarci di esserlo.

domenica 23 giugno 2013

ALTALENA


Mi piaceva molto l'altalena, di tutti i tipi: e non solo da piccola!
Anche oggi quando ne trovo una in qualche giardino
(e non c'è nessun bambino in giro che la reclama) mi ci diverto un sacco. Mi allenta i pensieri.

bella immagine tratta da Enzo Mari - L'Altalena



Tante volte però c'è qualcuno (e anche la nostra testa fa la sua parte)
che ci mette un carico un po' troppo pesante!
Allora per compensare - invece di alleggerire - capita che anche noi aumentiamo la dose.









In questo periodo invece ho imparato che più qualcuno cerca di "tirar giù" più è importante "andar su": è un meccanismo di reazione naturale, ma spesso il nostro cuore tende a sintonizzarsi sul battito cardiaco "incoerente" di chi tira in basso e ci vuole volontà per ritornare alla "coerenza" di un cuore regolare, calmo, positivo.

Volontà e buone e belle abitudini:


come quella di "andare in alto"
e di "guardare in alto"



martedì 15 gennaio 2013

LA GUERRA DEGLI SPILLI


Le 5 del pomeriggio: papà mi è venuto a prendere all'asilo e ora siamo già arrivati a casa. Pane burro e zucchero di merenda. Buonoooo!

Levo il grembiulino e vado nel laboratorio della mamma: non ho tempo di annoiarmi. Se voglio, posso levare gli ultimi fili rimasti nelle marche che già l'Angelita ha tolto, oppure posso sbastire l'orlo che ha appena finito la Lucia; subito dopo la Giovanna mi passa la scatoletta di fili da rimettere in ordine e Mariuccia mi chiama per sistemare insieme i bottoni che sono stati appena fatti vedere alla cliente.

L'Emilia scatta al suono del campanello: è lei che ha il compito di andare ad aprire e far accomodare le signore in salotto, e a me piace correrle dietro per vedere chi è arrivato oggi.

Poi verso le 7, prima che tutte se ne vadano, c'è la cosa più bella: la ricerca degli spilli rimasti a terra, per fare la Guerra degli Spilli con i miei fratelli!!! (da farsi rigorosamente dopo cena, quando si è già sparecchiato, lucidato le scarpe e preparato le cartelle per il giorno dopo).

OCCORRENTE:
  1. uno sgabello di legno, possibilmente quadrato
  2. due calamite, una per ogni partecipante
  3. 10 spilli a testa (o quelli che si concorda di avere per il proprio esercito)


COME SI GIOCA:
  • ci si siede a terra uno di fronte all'altro, con lo sgabello al centro
  • si schierano gli spilli sul proprio lato (e se lo sgabello è un pochino ricurvo... viene il bello!)
  • si mette la calamita sotto allo sgabello in corrispondenza del proprio esercito
  • si cerca di far camminare gli spilli verso l'avversario


QUANDO SI VINCE:
  • non lo so! 

Non me lo ricordo proprio, ma la cosa che mi ricordo viva come ora è la preparazione, l'attesa, la ricerca dello spillo che si era infilato sotto la macchina da cucire e che riuscivo a prendere solo io con le manine piccole. La concentrazione nel cercare di cogliere lo spillo con la calamita, il lieve strascichio sul legno, il color latte degli sgabelli (forse erano stati appena reimbiancati, me li ricordo così), la soddisfazione di fare queste cose con le mie dita.
Che bello!

P.S. probabilmente - conoscendo i miei fratelli - vincevano regolarmente loro...

Le mani abili di Nonna Giulia, la mamma di Paolo

domenica 30 dicembre 2012

MIMINO


Mimino ha 100 anni, credo... Lo abbiamo visto tutti noi nella casa di zio Ulisse e di zia Gina, quando lo mettevano sul tavolo e cominciava a camminare. Poi - arrivato al bordo - si fermava all'improvviso e non cadeva mai! Aveva i pantaloncini corti da tirolese. E' rimasto un po' in mutande... ma è sempre lui! e ora è a nella casa del nipote più piccolo.

Lunga vita a Mimino!