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sabato 5 dicembre 2020

IL POSITIVO, IL NEGATIVO e LE CELLULE FELICI


Ho pensato molte volte in questi ultimi mesi all'effetto delle parole sul nostro organismo.

Voi, nipoti più grandi, ci ragionate su e riuscite a distinguere (qualche volta, perchè davvero non è facile!!) se quello che ci stanno dicendo ci fa bene o ci fa sentire a disagio.


Ma come fanno i miei/nostri nipotini più piccoli
quelli di 8 anni, di 4, di 2
a cavarsela in mezzo a una foresta di parole
che dicono esattamente il contrario di quello che dovrebbero dire?

Se abbiamo addosso un maglione rosso e qualcuno (anzi, più di uno) ci dice che è blu... come minimo abbiamo un attimo di sbandamento: il nostro cervello in quel momento si fa un sacco di domande, perde tempo e perde energia. Sicuramente diventa difficile stare a discutere se il maglione è rosso o blu, se ho ragione io o ha ragione l'altro. E lo sbandamento diventa davvero destabilizzante se "l'altro" sono la TV, Facebook, i vicini di casa, i compagni di scuola, la maestra dell'asilo e milioni e milioni di persone che tutti i giorni da quasi un anno ci dicono 

che ESSERE UNA PERSONA POSITIVA è UNA COSA NEGATIVA
e che ESSERE UNA PERSONA NEGATIVA è UNA COSA POSITIVA.

 



Altro che grattacapo!

Una volta nelle fiabe c'erano i personaggi POSITIVI di cui ci si poteva fidare (la fatina di Pinocchio e di Cenerentola) e i personaggi NEGATIVI da cui bisognava diffidare (il lupo di Cappuccetto Rosso e il Gatto e la Volpe di Pinocchio). Ora ti continuano a dire che BISOGNA STARE ATTENTI ALLE PERSONE POSITIVE e che POSSIAMO STARE VICINO SOLO ALLE PERSONE NEGATIVE.

Poi però ci sentiamo dire che... BISOGNA ESSERE POSITIVI, perchè tutto andrà bene!

Insomma, con tutta l'energia che stiamo sprecando per capirci qualcosa
è evidente che ci siamo indeboliti,
che finiamo per ammalarci
e che soprattutto siamo già parecchio ma parecchio nervosi!

E questo lo si capisce a buon senso, anche senza conoscere Masaru Emoto (che però mi piacerebbe andaste a scoprire chi era): veniva chiamato "l'uomo dell'acqua" perchè ha fatto tantissimi esperimenti fotografando i cristalli ottenuti congelando l'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d’animo: "L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei
cristalli bellissimi simili a quelli della neve. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture senza forma e prive di armonia". 

(se volete vederle andare a cercarle su Google: quelle brutte qui non le voglio mettere!)

Siccome pare che l'acqua raggiunga nel nostro corpo la stessa percentuale che ha nel pianeta: quasi il 70% (ma c'è chi parla anche del 90%), io voglio - per me e per tutti voi - le vibrazioni belle, quelle che ci disegnano dentro i cristalli di neve e che cantano tintinnando:

OGNI CELLULA DEL MIO CORPO E' FELICE
OGNI CELLULA DEL MIO CORPO STA BEN


SONO CONTENTA CHE OGNI CELLULA
DEL MIO CORPO E' FELICE E STA BEN



giovedì 2 luglio 2020

GAMBA A BANANA e GAMBA A CAROTA: la magia dell'OTTOGALOPPO, per me e per Kelly


Ve lo ricordate l'OTTOGALOPPO?

Forse nei primi tempi della Balzana, quando venivate dalla Zia Popa per qualche settimana a "confondervi" coi cavalli, non ci giocavo ancora. Ma dopo che ho conosciuto Andrè Bourlet Slavkov, simpaticissimo e geniale, che nel luglio 2003 è stato qualche giorno in fattoria a insegnarci il suo Mimo Equestre, ho avuto il flash su come fosse finalmente possibile aiutare piccoli e grandi a "saltellare" (oltre che a galoppare)!

Quella volta ho percepito esattamente come mai - quando me ne andavo nei boschi con Juanito - potevo permettermi di galoppare sentendomi perfettamente a mio agio (anche e soprattutto quando ho abbandonato le redini e lo guidavo col corpo e se occorreva con un cordino appoggiato sul collo), mentre quando andavo con altri cavalli avevo sempre la percezione di dover in qualche modo "cercare un accomodamento" col loro modo di muoversi.

GAMBA A BANANA e GAMBA A CAROTA: ho scoperto che la mia gamba-guida (come ho più volte verificato anche nei corsi sull'Organizzazione Cerebrale Ottimale) è la sinistra, quindi la mia "gamba a banana" che guidava nel mimo del galoppo coincideva perfettamente con quella di Juanito, decisamente sinistrorso nei suoi movimenti. Ci avevano provato in tanti a spiegarmelo in termini "equestri" ma il concetto non mi era mai entrato in testa. Io riuscivo solo a percepire da anni la mia totale armonia con i suoi movimenti e la mia capacità di fare spontaneamente un piccolo movimento col bacino per "cambiar gamba" quando avvertivo che lui stava cambiando direzione.





L'intuizione è arrivata all'improvviso: l'8 è fatto da due cerchietti che vanno "uno da una parte e uno dall'altra", quindi potevo far giocare piccoli e grandi all'OTTOGALOPPO anche per "cambiare punto di vista", "sentire" nel corpo questo flusso, percepire la linea mediana che divide la nostra destra dalla nostra sinistra, scrivere meglio, cogliere al volo l'antiorario e l'orario, il prima e il dopo nel Pancia-Gamba e Gamba-Pancia dell'Otto dell'Alfabeto di Dennison.



 
Da allora OTTOGALOPPO è diventato un punto fermo nei miei corsi sia di CavalGiocare® che di Brain Gym® , persino in quelli che in questi mesi ho fatto online!

E' stato molto bello ricevere nelle sere scorse, dopo uno dei miei seminari online di Brain Gym®, il messaggio di una delle partecipanti che lo aveva immediatamente proposto a sua figlia.

Kelly, 23 anni, scriveva correttamente l'8 verticale, ma senza alcuna consapevolezza del gesto.
Come tante altre persone è andata in confusione
quando le è stato chiesto di disegnare l'8 in orizzontale
partendo dal centro e andando in alto a sinistra per fare la prima pancia in senso antiorario.

Un cambio di schema che manda in crisi diversi adulti e bambini, con enorme stupore (e disorientamento) dei diretti interessati e dei loro genitori.

Una volta non c'erano questi problemi, perchè tutti giocavano sulla sabbia con le biglie nelle piste delle macchinine con forme a otto; o giocavano con il manico di scopa a fare il cavallino andando avanti appunto con gamba a banana e gamba a carota.

Io mi sono abituata a incontrare queste difficoltà anche nelle persone più insospettabili, tra chi scrive benissimo e tra chi si muove in modo assolutamente coordinato nella ginnastica artistica: è tutta una questione di cambio di prospettiva "su richiesta" e quindi col carico di imbarazzo e ansia di prestazione che a volte ci accompagna!


venerdì 20 marzo 2020

ZIO PAOLO, GIOCOLIERE DI PAROLE... e ANTIDOTO ALLA PAURA


Abbiamo la fortuna di vivere qui in Casentino!
In questi giorni, se non fosse per la mia voce che parla in riunioni e corsi online circa 10 ore al giorno 😜, si sentirebbero solo le prime rondini...

C'è un piacevolissimo silenzio in piazza... come quello ai tempi della Balzana, in fattoria.


Ogni tanto (spesso) zio Paolo spalanca le finestre e mette musica a tutta palla. E le poche persone che girano (2-3 al giorno ormai) si fermano a guardare in su... Qualche volta si mettono a ballare e stanno sotto le nostre finestre. ASCOLTARE MUSICA è un antidoto potente alla paura che ci sta letteralmente falcidiando, perchè la paura affatica il respiro e indebolisce i polmoni, che così diventano più vulnerabili!




Quando zio Paolo può "toccare" uno strumento musicale, qualunque esso sia, diventa irrefrenabile e la sua voglia di condividere questa sua ricchezza interiore lo ha portato a creare da diversi anni un gruppo su Facebook che si chiama 7 NOTE PER RIACCORDARSI, dove ogni giorno mette pezzi straordinari. Puoi andare a sentirli cliccando qui sotto:


A zio Paolo piace molto giocare con le parole: dice sempre nei suoi corsi che
RI-ACCORDARCI vuol dire predisporre le nostre CORDE per la musica che vogliamo o dobbiamo suonare, individualmente, nella "orchestra da camera dei nostri affetti", nella "grande orchestra d'archi della vita". Vuol dire prendere atto che spesso ci SCORDIAMO di noi e continuiamo a suonare "scordati". Un invito a RI-CORDARCI DI NOI, di quello che siamo, che stiamo facendo, che siamo in grado di fare, qui e ora.
Io lo faccio con i miei esercizi di Brain Gym® e lui (da 17 anni!!) sta cercando con molta pazienza (incredibile, vero? è molto più paziente di quanto dà a vedere) di educare il mio essere "dura d'orecchi" e piuttosto stonata😅.

E' stata la mia (e la sua) salvezza negli anni in cui ero più in ospedale che a casa e gli infermieri mi chiedevano di NON ascoltare la musica con le cuffie perchè ... ne avevano bisogno anche loro!
ASCOLTARE E FARE ASCOLTARE NEGLI OSPEDALI: se - anche in tempi normali - si potesse fare, la guarigione sarebbe più veloce e il clima più disteso per gli operatori. Forse questo è uno degli insegnamenti preziosi di questo periodo così intenso su tutti i fronti.

Ora tocca a me condividere il dono che ho ricevuto in questi anni, con uno dei post che zio Paolo ha pubblicato nei giorni scorsi.
Per aiutarci ad affrontare l'eroica impresa della vita quotidiana, e andare incontro alla settimana, chi meglio di Beethoven potrebbe esserci? E l' "Eroica", appunto, mi pare la migliore, in questi frangenti. Sì, l' "Eroica", la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore Op. 55, composta da Ludwig van Beethoven fra il 1802 e 1804, per la Direzione del M° Herbert von Karajan.



Condividiamo benessere, quanto più possibile! GRAZIE zio Paolo 💗





giovedì 27 aprile 2017

GIOCARE SANO, di più e di più!




Una piazza, un po' di sole, un tavolino, un mazzo di carte...
e 17 persone attorno a discutere di due di quadri e asso di cuori
con la ola di incoraggiamento e battute una dietro l'altra,
"seri come cartelli" si direbbe da queste parti...













Un bosco, tre "pine" e le mani che le fan volare, col sorriso.








Dieci persone, grandi, a fare un corso in un prato:
la capacità di stare al gioco e di mettersi in gioco.

Serve altro?

A me oggi basta così.

giovedì 28 aprile 2016

QUANTA TERRA NEGLI OCCHI, QUANTA GENTE NEL CUORE...



Ho girato molto in questi ultimi mesi (Casentino, Oltrepò Pavese, Cascine Orsine, Potenza, Sassari, Nuoro, Siena... e fra poco Cagliari e Oristano). Mi chiedono spesso cosa ci guadagno a correre su e giù per l'Italia a fare corsi, con tutta l'energia che questo comporta sia in termini economici che fisici.
Rispondo con Saint-Exupery: "Ci guadagno - disse la volpe - il colore del grano" ...


E messaggi come questi, che non hanno prezzo:
"Grazie per essere stata la persona al posto giusto nel momento giusto della mia vita
sia per la tua storia che per i tuoi insegnamenti, un abbraccio".

Ciò che chiediamo di scrivere alle persone - alla fine del corso
è quello che ci viene immediatamente restituito tra sorrisi e diversi momenti di commozione.
Cosa PORTO VIA CON ME...



... il regalo più bello ...

GRAZIE, a tutti voi... che mi vedete una volta ogni tanto!
 ... e a chi con pazienza (tanta!) mi sta vicino tutti i giorni...


venerdì 22 maggio 2015

SALVIAMO IL CORSIVO!






Questo post nasce da quegli strani (o fin troppo logici?) casi della vita che ti portano quasi magicamente a trovare un filo conduttore in quello che stai facendo. Un po' come dire: Mister Google ti fa comparire sulla tua schermata di Facebook per quindici giorni una fila di lavatrici, proprio nel momento in cui la tua si è rotta e tu ne parli con un'amica in un messaggio privato.

Mi ha sempre affascinato il mondo dell'antico Egitto (in prima media mi ero comprata un libro che avevo letto e riletto per farci una ricerca e ho ancora nascosto da qualche parte!), e proprio un paio di giorni fa - immersa tra le mummie e i reperti del bel Museo Egizio di Milano - sono stata attratta da un paio di schede descrittive sulla figura dello Scriba e sull'uso della scrittura (mio interesse particolare soprattutto in questi ultimi anni in cui la scrittura a mano sembra essere merce rara).





"... Si diventava Scriba imparando a leggere e a scrivere sin da bambini. Gli scolari iniziavano apprendendo lo IERATICO, la scrittura CORSIVA utilizzata soprattutto per documenti su papiro, che consentiva di accedere ai livelli più bassi della carriera amministrativa. Le lezioni prevedevano sia la dettatura da parte del maestro di testi letterari, copiati dagli allievi su frammenti di calcare e cocci (ostraca), sia la risoluzione di problemi di geometria e l'apprendimento dei formulari per redigere i documenti amministrativi. Un livello ulteriore era rappresentato dalla conoscenza del GEROGLIFICO, utilizzato come scrittura monumentale".













Ieri sera, studiando un articolo assai interessante sulle NOSTRE STRAORDINARIE MANI, di Carla Hannaford, la neurobiologa che da sempre fa ricerca sul rapporto tra il movimento e l'apprendimento, e sostiene Brain Gym® come una delle tecniche più efficaci per lo sviluppo del nostro sistema mente-mani-cuore, guardate un po' cosa leggo?


"Nel corso della storia, gli esseri umani hanno sentito l'esigenza innata di aumentare l'efficienza della loro comunicazione. I geroglifici egiziani erano un magnifico sistema di scrittura, ma richiedevano molto tempo ed erano riservati alle iscrizioni su metallo e pietra.
Nella scrittura su papiro, gli egiziani utilizzavano la scrittura ieratica in corsivo, un sistema di lettere collegate che consentiva alla mano dello scriba di fluire liberamente.

Il corsivo è sempre esistito, in tutte le epoche e in tutto il mondo. 

Praticamente ogni civiltà che sia riuscita a sviluppare un sistema di comunicazione scritta, ha formulato una versione rapida di scrittura che collega le varie lettere. Per secoli, le persone più colte, abbienti e raffinate si sono distinte dagli altri per la loro capacità di scrivere in modo fluido belle lettere (caratteri)". 



dal Metodo Esemplare Calligrafico prof. Giuseppe Càpretz, primi del Novecento




E ancora:


"Le scuole Waldorf in Europa hanno iniziato a introdurre la scrittura in corsivo intorno ai 6-7 anni di età, vale a dire prima che le ossa del carpo della mano si siano sviluppate a sufficienza per poter compiere i movimenti fini richiesti dalla scrittura in stampatello". 


  • Gli elettroencefalogrammi mostrano che soltanto l'emisfero sinistro è attivo quando una persona scrive in stampatello mentre tutto il cervello è attivo quando una persona scrive in corsivo". 
  • La scrittura a mano in corsivo, più della scrittura in stampatello o a macchina (digitazione su tastiera) stimola l'intelligenza e il fluire della lingua. Un’attività di scrittura fluida o fluente fa sì che non interrompiamo o tronchiamo i nostri pensieri. 

  • Gli studi di imaging a risonanza magnetica condotti presso la Indiana e Vanderbilt University hanno rilevato una maggiore attività cerebrale durante la scrittura a mano in corsivo rispetto alla scrittura su tastiera. 
  • Vi è qualcosa di magico nel modo in cui una penna poggia sulla mano e si muove sulla carta, quasi fosse un flusso meditativo che scaturisce da un'unità motoria e sensoriale. Anche il testo risulta in qualche modo più completo, intimo o profondo oltre che più creativo. 

sul retro della fotografia mandata da nonno Aurelio dal fronte orientale



Abbiamo ancora qualche dubbio??


Il Blog della Zia Popa: PENNA E PENNINO: 13 dicembre, Santa Lucia! Sui banchi di scuola c'era sempre un regalo, che segnava una tappa del nostro imparare: il quade...




domenica 26 aprile 2015

BRAIN GYM® e CAVALGIOCARE®: un bel mix PER TUTTI





Sono passati 10 anni dai nostri "tempi balzani" ed ora è il momento buono per rileggere quei momenti, riparlandone con la dovuta lucidità - mista sempre a un po' di commozione ...

Voi, nipoti più grandi, siete stati testimoni dell'inizio di questa avventura, nel 1987, e poi forse vi siete persi gli sviluppi: così ne approfitto per rinverdire i ricordi!

Negli anni ci sono corsi e ricorsi: così mi sono ritrovata in questi giorni a ri-condividere esperienze, conoscenze e competenze con i vecchi soci fondatori e un bel gruppo di futuri insegnanti/operatori "figli di Cavalgiocare®": quelli, in pratica, che hanno cominciato da bambini nei Centri dei nostri allievi. E se la tradizione continua, vuol dire che quel che è stato fatto ha da esser tramandato in questi tempi bigi, ripescando qualche spunto da un vecchio documento, con le immagini dal nostro film-di-vita multicolor:






















l Blog della Zia Popa: MENTE APERTA all'ARIA APERTA: Ho cominciato a 11 anni: ero magrettina, anemica, non mi piaceva la carne. A scuola la mia insegnante di matematica mi obb...

Il Blog della Zia Popa: CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento: Dopo i risultati visti in 15 anni di "consuetudine" con Brain Gym® e dopo queste due ulteriori testimonianze, ricev...

Il Blog della Zia Popa: MAOMETTO e LE 10 FASI: Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto! (me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato) ...

Il Blog della Zia Popa: IL BRUCO E LA BRUCA dentro la mela, nemmeno tanto ...: Rieccomi dopo tanti giorni,  con questa iniezione di ENERGIA PURA ALTAMENTE RINNOVABILE! Le musiche della Banda Improvvisa hanno ac...




venerdì 27 marzo 2015

CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento





Dopo i risultati visti in 15 anni di "consuetudine" con Brain Gym®
e dopo queste due ulteriori testimonianze, ricevute a distanza di pochi giorni una dall'altra,
a confermare quello che già tanti hanno detto e scritto su www.percorsidibraingym.it
voglio andare oltre il concetto di DSA = Disturbi Specifici di Apprendimento
e dire che è molto più bello e incoraggiante parlare di




CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento !







"Buongiorno a tutti, voglio raccontarvi la mia esperienza con Brain Gym. Ho partecipato al corso di MPaola Casali a Roma due mesi fa. Immediatamente ho iniziato praticare quotidianamente gli esercizi con il mio figlio. Adriano ha 7 anni, fa seconda elementare. Anche se e' sempre stato un bambino molto intelligente e curioso, a scuola si trovava in grande difficolta' con la scrittura. Le maestre mi dicevano che probabilmente e' disgrafico e mi hanno consigliato di fargli certificazione DSA. Io invece gli facevo fare ogni mattina prima di andare a scuola PACE ,piu' punti positivi, l'otto dell'infinito ,disegno a specchio e massaggio X e 8.i risultati sono arrivati quasi subito. La scrittura e' migliorata moltissimo, lui e' diventato molto positivo, gli piace studiare e anche fare i compiti, e' molto veloce, ha iniziato cantare e ballare, che prima non ha mai voluto fare. Prima non riusciva a ricordare i passi di una semplice coreografia ed ora gli piace molto ballare. Prima non l'ho mai sentito cantare ed ora canta benissimo, ha una voce bellissima ed e' intonato. 3 giorni fa sono stata a scuola per assemblea e le maestre mi chiedevano incuriosite cosa abbiamo fatto, visto il cambiamento incredibile di Adriano. Insomma sono super contenta, i risultati hanno superato le mie aspettative. Il corso e' un po' impegnativo, dura 4 giorni , ma ne vale la pena!!! (Scusate per il mio italiano, sono straniera :))

O.V.



Buon giorno a tutti voi. Sono un'insegnante di scuola primaria e in classe ho alcuni alunni certificati DSA e altri non certificati ma con problemi di concentrazione e di attenzione. Ho frequentato il corso di Brain gym con Mariapaola sperando di poter aiutare questi bambini a dare il meglio di loro stessi. In classe io curo la parte linguistica-espressiva, una mia collega la parte logico-matematica. Proprio oggi ci siamo confrontate e lei mi ha detto che ha notato dei piccoli ma graduali cambiamenti positivi in alcuni bambini che fanno attività di brain gym con me. Sono più attenti, più concentrati meno "agitati" sulla sedia. Anch'io lo avevo notato, ma io sono di parte!!!! Questo mi incita ad andare avanti anche contro lo scetticismo che a volte respiro attorno a me. È da tener presente che le attività di brain gym le svolgo a scuola e per motivi organizzativi, solo una volta a settimana e per un ora cioè durante la mia ora "buco" grazie anche alla disponibilità dei colleghi di classe. E se vi chiedete se sono incentivata economicamente vi rispondo che l'unica forma di incentivo che ho è la grande soddisfazione nel percepire la maggiore tranquillità che si respira nel lavoro di classe. Grazie Mariapaola

L.R.







GRAZIE A VOI

bambini e ragazzi, genitori e insegnanti, zii e nonni

GRAZIE A TE

Coach, Grafologa, Insegnante Scuola d'Infanzia, Pedagogista, Padre, Nonna, Responsabile Studio di Comunicazione, Dirigente d'Azienda, Infermiere Professionale, Addetto alle Vendite, Dirigente, Ricercatore scientifico, Manager settore informatico, Pranoterapeuta, Ingegnere Elettronico, Docente Universitario, Floriterapeuta, Avvocato, Responsabile Acquisti, Mamma, Responsabile Risorse Umane, Operatrice Socio-Educativa, Medico di Pronto Soccorso, Impiegata, Contabile, Formatrice, Medico Oculista, Educatrice Professionale, Operatore Sociale, Studentessa Universitaria, Insegnante di sostegno, Insegnante scuola elementare, Fisioterapista, Formatrice Eco-Ambientale, Studentessa, Operatrice Cavalgiocare, Istruttrice Centered Riding, Operatrice Sanitaria, Genitore, Operatrice Turistica, Studente, Operatore Equestre, Medico Dentista, Medico Chirurgo, Assistente Sociale, Operatore Socio Assistenziale, Psicologa, Animatrice, Programmatrice, Operatore Sportivo Karate, Insegnante di Matematica, Guida Equestre, Operatore Progetti Didattici, Formatore, Restauratore, Fisioterapista, Logopedista, Neuropsichiatra, Preparatore Sportivo, Naturopata, Kinesiologo, Commercialista, Sales Manager, Hostess

... e a tutti quelli che hanno condiviso negli anni queste esperienze di successo!




domenica 17 agosto 2014

TRE + TRE FA SEMPRE SETTE


In questi anni mi sono imbattuta spesso in alcuni movimento di pensiero - peraltro sostenuti da personaggi di qualità e di assoluta integrità e onestà intellettuale - nei quali mi identifico totalmente.
Portano avanti una campagna di informazione sulle nostre capacità, contro i tentativi di "etichettare" tutto e tutti per meglio "inquadrare" e gestire (spesso ahinoi medicalizzando un po' troppo la nostra vita) problematiche di vario genere, origine e natura.

Ho avuto finora una certa reticenza a sostenerle apertamente, in quanto - ogni volta che osavo esprimermi a favore - venivo tacciata di settarismo e negazionismo.

Basta con questa storia e questo spauracchio!

Perciò: IO non appartengo a nessun movimento settario né religioso, odio le etichette (credo si sia capito!), non sono negazionista (altra bella etichetta amata e abusata da chi sposa le frasi fatte di certi movimenti che tendono a sostenere l'ineluttabile problematicità della vita invece di aprire mente occhi e cuore alla speranza del miglioramento).

Inoltre, sempre per far chiarezza e rispondere ad altri luoghi comuni: ritengo che gli occhiali servano (a volte) ma si possa anche farne a meno, con strategie ormai stra-conosciute che puntano a "usare" al meglio il nostro corpo e i nostri occhi e lasciar emergere le nostre reali possibilità.

Credo che sia una contraddizione dire che dislessia, disgrafia ecc non sono una malattia... ma non si può guarire.

Sono certa - per l'esperienza professionale che ho accumulato in quarant'anni - che ogni persona DEVE e PUO' essere messa in condizione di fare da sola tutto quello che è in grado di fare: basta con protesi a vita, strumenti compensativi inevitabili, sofferenza e sacrificio come condizione di fondo; basta con la caccia alle certificazioni come unica soluzione, che impedisce di vedere i propri figli e i propri allievi come "persone". 

Basta anche con l'esaltazione del Genio Dislessico: è un altro modo elegante per appiccicargli un'etichetta.

E su questo, ho già detto molto in un altro post, che mi ha meritato l'espulsione da alcuni gruppi Facebook sulle Difficoltà Specifiche di Apprendimento ;-)




TRE + TRE ...


"C'è sempre un numero in più nel destino", come ci ricorda Lucio Dalla: più ancora del Tre più Tre del grande Nuvolari.


Sì, TU - chiunque tu sia - SEI molto di più
di quanto vogliono farti credere.
Ti meriti di più.

Hai molte più possibilità, e io voglio stare con chi ci crede!







sabato 5 luglio 2014

COME IL MONDO É DISEGNATO, dentro di te



"C'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è, per come il mondo è disegnato dentro di te."


Oggi, riascoltando questa canzone, ho avuto la netta percezione che alcuni versi rendessero esattamente il senso di quel che vado insegnando nei miei corsi di formazione da quindici anni a 'sta parte.


É bella l'immagine di "come il mondo è disegnato dentro", di come in qualcuno prevalga il gusto di "vedere" o il "sentire" le piccole cose e in altri arrivi prima l'idea dell'insieme, la struttura, lo schema generale; di come il nostro "essere nati così" sia per qualcuno sostenuto dall'educazione ricevuta da genitori o insegnanti con gli stessi stili di apprendimento mentre per altri lo scontro tra "come siamo" e come "ci vorrebbero" può segnare tutta una vita.

... Soprattutto quando siamo noi i primi a non saper scegliere al momento giusto tra il "posto fermo" e "quello animato"...



Questo mondo "disegnato dentro" lo zio Paolo lo aveva "visto" così qualche anno fa:


a volte "allineati e coperti"

a volte "scombinati"







Insomma:  noi siamo progettati sia per andare in quinta con disinvoltura, quando l'autostrada è libera e la potenza della nostra macchina ce lo permette, sia per andare in prima o in seconda quando si presenta un pericolo o quando la strada è sterrata.


E invece tante volte... ci sentiamo imballati e tesi sull'autostrada e poi pretendiamo di recuperare il tempo accelerando sulla strada sterrata e magari in salita.


Qualche volta - quando siamo particolarmente stanchi o stressati (e molti ragazzini di oggi lo sono già alle 8 di mattina, grazie al bombardamento elettromagnetico dei nostri ambienti di vita inquinati da batterie, telecomandi e onde di ogni tipo) - facciamo fatica a radunare occhiali, chiavi e telefono per uscire di casa oppure al contrario raffazzoniamo le prime cose che ci vengono sotto mano e le cacciamo nella borsa in modo automatico, col rischio di portarci via anche un sacco di altre cose inutili.


Il bello di quel che insegno (così finalmente anche voi riuscite a farvi un'idea di quel che fa adesso vostra zia!) è che c'è un modo naturale, immediato e pure piacevole per  



ed essere liberi di "scegliere"
quando essere in un modo e quando in un altro.

E questo ci semplifica molto ma molto la vita di tutti i giorni!




Grazie allora alle parole di Giorgio Faletti,
purtroppo scomparso da pochi giorni,
e alla fantasia musicale di Angelo Branduardi,
che in questa "Piccola canzone dei contrari"
ci riportano con tanta leggerezza al variopinto disegno del nostro mondo interiore.



C'è un posto bianco e un posto nero, chissà dov'è
per ogni volo di pensiero dentro di te.

C'è un posto alto e un posto basso, chissà dov'è
per un violino e un contrabbasso dentro di te.
C'è un posto lepre e uno lumaca, chissà dov'è
se scappi o dormi sull'amaca dentro di te.
E un posto dove ci son io.


C'è un posto uovo e uno gallina, chissà dov'è
se non sai chi sia nato prima dentro di te.
C'è un posto in pace e un posto in guerra, chissà dov'è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te.
C'è un posto sano e uno malato, chissà dov'è
e che il secondo sia passato dentro di te.
E un posto dove ci son io,
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.


C'è un posto vino e un posto pane, chissà dov'è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te.
C'è un posto verde e un posto rosso, chissà dov'è
per quel che resta e quel che passa dentro di te.
C'è un posto vero e uno bugiardo, chissà dov'è
per quando va la gatta al lardo dentro di te.
E un posto dove ci son io


C'è un posto tutto e un posto nulla, chissà dov'è
per una donna e una fanciulla dentro di te.
C'è un posto bello e un posto brutto, chissà dov'è.
Non sempre si può avere tutto dentro di te.
C'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è
per come il mondo è disegnato dentro di te.


E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.
E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.
E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te. 


"Piccola canzone dei contrari"
(G. Faletti - A. Branduardi)