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giovedì 2 luglio 2020

GAMBA A BANANA e GAMBA A CAROTA: la magia dell'OTTOGALOPPO, per me e per Kelly


Ve lo ricordate l'OTTOGALOPPO?

Forse nei primi tempi della Balzana, quando venivate dalla Zia Popa per qualche settimana a "confondervi" coi cavalli, non ci giocavo ancora. Ma dopo che ho conosciuto Andrè Bourlet Slavkov, simpaticissimo e geniale, che nel luglio 2003 è stato qualche giorno in fattoria a insegnarci il suo Mimo Equestre, ho avuto il flash su come fosse finalmente possibile aiutare piccoli e grandi a "saltellare" (oltre che a galoppare)!

Quella volta ho percepito esattamente come mai - quando me ne andavo nei boschi con Juanito - potevo permettermi di galoppare sentendomi perfettamente a mio agio (anche e soprattutto quando ho abbandonato le redini e lo guidavo col corpo e se occorreva con un cordino appoggiato sul collo), mentre quando andavo con altri cavalli avevo sempre la percezione di dover in qualche modo "cercare un accomodamento" col loro modo di muoversi.

GAMBA A BANANA e GAMBA A CAROTA: ho scoperto che la mia gamba-guida (come ho più volte verificato anche nei corsi sull'Organizzazione Cerebrale Ottimale) è la sinistra, quindi la mia "gamba a banana" che guidava nel mimo del galoppo coincideva perfettamente con quella di Juanito, decisamente sinistrorso nei suoi movimenti. Ci avevano provato in tanti a spiegarmelo in termini "equestri" ma il concetto non mi era mai entrato in testa. Io riuscivo solo a percepire da anni la mia totale armonia con i suoi movimenti e la mia capacità di fare spontaneamente un piccolo movimento col bacino per "cambiar gamba" quando avvertivo che lui stava cambiando direzione.





L'intuizione è arrivata all'improvviso: l'8 è fatto da due cerchietti che vanno "uno da una parte e uno dall'altra", quindi potevo far giocare piccoli e grandi all'OTTOGALOPPO anche per "cambiare punto di vista", "sentire" nel corpo questo flusso, percepire la linea mediana che divide la nostra destra dalla nostra sinistra, scrivere meglio, cogliere al volo l'antiorario e l'orario, il prima e il dopo nel Pancia-Gamba e Gamba-Pancia dell'Otto dell'Alfabeto di Dennison.



 
Da allora OTTOGALOPPO è diventato un punto fermo nei miei corsi sia di CavalGiocare® che di Brain Gym® , persino in quelli che in questi mesi ho fatto online!

E' stato molto bello ricevere nelle sere scorse, dopo uno dei miei seminari online di Brain Gym®, il messaggio di una delle partecipanti che lo aveva immediatamente proposto a sua figlia.

Kelly, 23 anni, scriveva correttamente l'8 verticale, ma senza alcuna consapevolezza del gesto.
Come tante altre persone è andata in confusione
quando le è stato chiesto di disegnare l'8 in orizzontale
partendo dal centro e andando in alto a sinistra per fare la prima pancia in senso antiorario.

Un cambio di schema che manda in crisi diversi adulti e bambini, con enorme stupore (e disorientamento) dei diretti interessati e dei loro genitori.

Una volta non c'erano questi problemi, perchè tutti giocavano sulla sabbia con le biglie nelle piste delle macchinine con forme a otto; o giocavano con il manico di scopa a fare il cavallino andando avanti appunto con gamba a banana e gamba a carota.

Io mi sono abituata a incontrare queste difficoltà anche nelle persone più insospettabili, tra chi scrive benissimo e tra chi si muove in modo assolutamente coordinato nella ginnastica artistica: è tutta una questione di cambio di prospettiva "su richiesta" e quindi col carico di imbarazzo e ansia di prestazione che a volte ci accompagna!


domenica 26 aprile 2015

BRAIN GYM® e CAVALGIOCARE®: un bel mix PER TUTTI





Sono passati 10 anni dai nostri "tempi balzani" ed ora è il momento buono per rileggere quei momenti, riparlandone con la dovuta lucidità - mista sempre a un po' di commozione ...

Voi, nipoti più grandi, siete stati testimoni dell'inizio di questa avventura, nel 1987, e poi forse vi siete persi gli sviluppi: così ne approfitto per rinverdire i ricordi!

Negli anni ci sono corsi e ricorsi: così mi sono ritrovata in questi giorni a ri-condividere esperienze, conoscenze e competenze con i vecchi soci fondatori e un bel gruppo di futuri insegnanti/operatori "figli di Cavalgiocare®": quelli, in pratica, che hanno cominciato da bambini nei Centri dei nostri allievi. E se la tradizione continua, vuol dire che quel che è stato fatto ha da esser tramandato in questi tempi bigi, ripescando qualche spunto da un vecchio documento, con le immagini dal nostro film-di-vita multicolor:






















l Blog della Zia Popa: MENTE APERTA all'ARIA APERTA: Ho cominciato a 11 anni: ero magrettina, anemica, non mi piaceva la carne. A scuola la mia insegnante di matematica mi obb...

Il Blog della Zia Popa: CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento: Dopo i risultati visti in 15 anni di "consuetudine" con Brain Gym® e dopo queste due ulteriori testimonianze, ricev...

Il Blog della Zia Popa: MAOMETTO e LE 10 FASI: Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto! (me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato) ...

Il Blog della Zia Popa: IL BRUCO E LA BRUCA dentro la mela, nemmeno tanto ...: Rieccomi dopo tanti giorni,  con questa iniezione di ENERGIA PURA ALTAMENTE RINNOVABILE! Le musiche della Banda Improvvisa hanno ac...




lunedì 30 marzo 2015

DOPO DOMENICA É LUNEDÍ




No, non perdetelo il tempo ragazzi, 
non è poi tanto quanto si crede; 
date anche molto a chi ve lo chiede, 
dopo domenica è lunedì. 
Vanno le nuvole coi giorni di ieri, 
guardale bene e saprai chi eri; 
lasciala andare la gioia che hai, 
un giorno forse la ritroverai. 

Camminano le ore, 
non si fermano i minuti; 
se ne va, 
è la vita che se ne va; 
se ne va, 
di domani nessuno lo sa. 
Dopo domenica è lunedì. 
No, non perdiamolo il tempo ragazzi, 
non è poi tanto quanto pensate; 
dopo l'inverno arriva l'estate 
e di domani nessuno lo sa. 
Camminano le ore, 
non si fermano i minuti; 
se ne va, 
è la vita che se va; 
se ne va, 
dura solo il tempo di un gioco; 
se ne va, 
non sprecatela in sogni da poco.
 Se ne va, 
di domani nessuno lo sa. 
Non si fermano i minuti, 
dopo domenica è lunedì. 


Camminano le ore 
ed il tempo se ne va; 
non si fermano i minuti, 
di domani nessuno lo sa. 
Dopo domenica è lunedì. 
No, non perdetelo il tempo ragazzi, 
non è poi tanto quanto si crede; 
non è da tutti catturare la vita, 
non disprezzate chi non ce la fa. 
Vanno le nuvole coi giorni di ieri, 
guardale bene e saprai chi eri; 
è così fragile la giovinezza, 
non consumatela nella tristezza. 
Dopo domenica è lunedì...







venerdì 27 marzo 2015

CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento





Dopo i risultati visti in 15 anni di "consuetudine" con Brain Gym®
e dopo queste due ulteriori testimonianze, ricevute a distanza di pochi giorni una dall'altra,
a confermare quello che già tanti hanno detto e scritto su www.percorsidibraingym.it
voglio andare oltre il concetto di DSA = Disturbi Specifici di Apprendimento
e dire che è molto più bello e incoraggiante parlare di




CSA = Capacità Specifiche di Apprendimento !







"Buongiorno a tutti, voglio raccontarvi la mia esperienza con Brain Gym. Ho partecipato al corso di MPaola Casali a Roma due mesi fa. Immediatamente ho iniziato praticare quotidianamente gli esercizi con il mio figlio. Adriano ha 7 anni, fa seconda elementare. Anche se e' sempre stato un bambino molto intelligente e curioso, a scuola si trovava in grande difficolta' con la scrittura. Le maestre mi dicevano che probabilmente e' disgrafico e mi hanno consigliato di fargli certificazione DSA. Io invece gli facevo fare ogni mattina prima di andare a scuola PACE ,piu' punti positivi, l'otto dell'infinito ,disegno a specchio e massaggio X e 8.i risultati sono arrivati quasi subito. La scrittura e' migliorata moltissimo, lui e' diventato molto positivo, gli piace studiare e anche fare i compiti, e' molto veloce, ha iniziato cantare e ballare, che prima non ha mai voluto fare. Prima non riusciva a ricordare i passi di una semplice coreografia ed ora gli piace molto ballare. Prima non l'ho mai sentito cantare ed ora canta benissimo, ha una voce bellissima ed e' intonato. 3 giorni fa sono stata a scuola per assemblea e le maestre mi chiedevano incuriosite cosa abbiamo fatto, visto il cambiamento incredibile di Adriano. Insomma sono super contenta, i risultati hanno superato le mie aspettative. Il corso e' un po' impegnativo, dura 4 giorni , ma ne vale la pena!!! (Scusate per il mio italiano, sono straniera :))

O.V.



Buon giorno a tutti voi. Sono un'insegnante di scuola primaria e in classe ho alcuni alunni certificati DSA e altri non certificati ma con problemi di concentrazione e di attenzione. Ho frequentato il corso di Brain gym con Mariapaola sperando di poter aiutare questi bambini a dare il meglio di loro stessi. In classe io curo la parte linguistica-espressiva, una mia collega la parte logico-matematica. Proprio oggi ci siamo confrontate e lei mi ha detto che ha notato dei piccoli ma graduali cambiamenti positivi in alcuni bambini che fanno attività di brain gym con me. Sono più attenti, più concentrati meno "agitati" sulla sedia. Anch'io lo avevo notato, ma io sono di parte!!!! Questo mi incita ad andare avanti anche contro lo scetticismo che a volte respiro attorno a me. È da tener presente che le attività di brain gym le svolgo a scuola e per motivi organizzativi, solo una volta a settimana e per un ora cioè durante la mia ora "buco" grazie anche alla disponibilità dei colleghi di classe. E se vi chiedete se sono incentivata economicamente vi rispondo che l'unica forma di incentivo che ho è la grande soddisfazione nel percepire la maggiore tranquillità che si respira nel lavoro di classe. Grazie Mariapaola

L.R.







GRAZIE A VOI

bambini e ragazzi, genitori e insegnanti, zii e nonni

GRAZIE A TE

Coach, Grafologa, Insegnante Scuola d'Infanzia, Pedagogista, Padre, Nonna, Responsabile Studio di Comunicazione, Dirigente d'Azienda, Infermiere Professionale, Addetto alle Vendite, Dirigente, Ricercatore scientifico, Manager settore informatico, Pranoterapeuta, Ingegnere Elettronico, Docente Universitario, Floriterapeuta, Avvocato, Responsabile Acquisti, Mamma, Responsabile Risorse Umane, Operatrice Socio-Educativa, Medico di Pronto Soccorso, Impiegata, Contabile, Formatrice, Medico Oculista, Educatrice Professionale, Operatore Sociale, Studentessa Universitaria, Insegnante di sostegno, Insegnante scuola elementare, Fisioterapista, Formatrice Eco-Ambientale, Studentessa, Operatrice Cavalgiocare, Istruttrice Centered Riding, Operatrice Sanitaria, Genitore, Operatrice Turistica, Studente, Operatore Equestre, Medico Dentista, Medico Chirurgo, Assistente Sociale, Operatore Socio Assistenziale, Psicologa, Animatrice, Programmatrice, Operatore Sportivo Karate, Insegnante di Matematica, Guida Equestre, Operatore Progetti Didattici, Formatore, Restauratore, Fisioterapista, Logopedista, Neuropsichiatra, Preparatore Sportivo, Naturopata, Kinesiologo, Commercialista, Sales Manager, Hostess

... e a tutti quelli che hanno condiviso negli anni queste esperienze di successo!




domenica 14 dicembre 2014

BIANCHE BARCHE DAL LENTO ONDEGGIARE



Ecco uscito dai cassetti della memoria e dai vecchi fogli del diario, questo scritto della zia Alida (quindicenne o giù di lì, che si firmava Le Ali sul giornale della scuola): mi risuona intenso ogni volta che passo da Ticino, e lievemente profetico. 




Dietro il vostro danzare
leggero a fior d'acqua
si perde il mio stanco pensiero,
bianche barche dal lento ondeggiare;
e vi guardo sperduta dal lido
sognando quel dolce cullare.

Com'è lungi da voi
questo vano lottare,
com'è ardito quel volo d'azzurro
che vi culla leggere e ondulanti
sui bianchi marosi sonanti.
Ed è bello il sereno abbandono
con cui vi affidate
all'onda per cui siete nate.

Il più pallido raggio di sole
vi basta per farvi brillare.
E' dolce il cammino nel sole,
ma troppo lesto scompare
e l'ombra di un buio destino
oscura il mio incerto cammino.

Alida Casali, 1957 (?)
(Le Ali)



sabato 5 luglio 2014

COME IL MONDO É DISEGNATO, dentro di te



"C'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è, per come il mondo è disegnato dentro di te."


Oggi, riascoltando questa canzone, ho avuto la netta percezione che alcuni versi rendessero esattamente il senso di quel che vado insegnando nei miei corsi di formazione da quindici anni a 'sta parte.


É bella l'immagine di "come il mondo è disegnato dentro", di come in qualcuno prevalga il gusto di "vedere" o il "sentire" le piccole cose e in altri arrivi prima l'idea dell'insieme, la struttura, lo schema generale; di come il nostro "essere nati così" sia per qualcuno sostenuto dall'educazione ricevuta da genitori o insegnanti con gli stessi stili di apprendimento mentre per altri lo scontro tra "come siamo" e come "ci vorrebbero" può segnare tutta una vita.

... Soprattutto quando siamo noi i primi a non saper scegliere al momento giusto tra il "posto fermo" e "quello animato"...



Questo mondo "disegnato dentro" lo zio Paolo lo aveva "visto" così qualche anno fa:


a volte "allineati e coperti"

a volte "scombinati"







Insomma:  noi siamo progettati sia per andare in quinta con disinvoltura, quando l'autostrada è libera e la potenza della nostra macchina ce lo permette, sia per andare in prima o in seconda quando si presenta un pericolo o quando la strada è sterrata.


E invece tante volte... ci sentiamo imballati e tesi sull'autostrada e poi pretendiamo di recuperare il tempo accelerando sulla strada sterrata e magari in salita.


Qualche volta - quando siamo particolarmente stanchi o stressati (e molti ragazzini di oggi lo sono già alle 8 di mattina, grazie al bombardamento elettromagnetico dei nostri ambienti di vita inquinati da batterie, telecomandi e onde di ogni tipo) - facciamo fatica a radunare occhiali, chiavi e telefono per uscire di casa oppure al contrario raffazzoniamo le prime cose che ci vengono sotto mano e le cacciamo nella borsa in modo automatico, col rischio di portarci via anche un sacco di altre cose inutili.


Il bello di quel che insegno (così finalmente anche voi riuscite a farvi un'idea di quel che fa adesso vostra zia!) è che c'è un modo naturale, immediato e pure piacevole per  



ed essere liberi di "scegliere"
quando essere in un modo e quando in un altro.

E questo ci semplifica molto ma molto la vita di tutti i giorni!




Grazie allora alle parole di Giorgio Faletti,
purtroppo scomparso da pochi giorni,
e alla fantasia musicale di Angelo Branduardi,
che in questa "Piccola canzone dei contrari"
ci riportano con tanta leggerezza al variopinto disegno del nostro mondo interiore.



C'è un posto bianco e un posto nero, chissà dov'è
per ogni volo di pensiero dentro di te.

C'è un posto alto e un posto basso, chissà dov'è
per un violino e un contrabbasso dentro di te.
C'è un posto lepre e uno lumaca, chissà dov'è
se scappi o dormi sull'amaca dentro di te.
E un posto dove ci son io.


C'è un posto uovo e uno gallina, chissà dov'è
se non sai chi sia nato prima dentro di te.
C'è un posto in pace e un posto in guerra, chissà dov'è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te.
C'è un posto sano e uno malato, chissà dov'è
e che il secondo sia passato dentro di te.
E un posto dove ci son io,
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.


C'è un posto vino e un posto pane, chissà dov'è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te.
C'è un posto verde e un posto rosso, chissà dov'è
per quel che resta e quel che passa dentro di te.
C'è un posto vero e uno bugiardo, chissà dov'è
per quando va la gatta al lardo dentro di te.
E un posto dove ci son io


C'è un posto tutto e un posto nulla, chissà dov'è
per una donna e una fanciulla dentro di te.
C'è un posto bello e un posto brutto, chissà dov'è.
Non sempre si può avere tutto dentro di te.
C'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è
per come il mondo è disegnato dentro di te.


E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.
E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.
E un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te. 


"Piccola canzone dei contrari"
(G. Faletti - A. Branduardi)



venerdì 21 marzo 2014

LÍ DOVE SI VA A PASSEGGIO - per un "leggere lento"

Pavia, in surplace - foto © mpaola casali 2014
Amavo andare a lavorare in treno perché potevo leggere: la Nonna Pina quando ero ragazza mi trovava sempre mille cose da fare e riuscivo a gustarmi un libro solo quando lei faceva il suo riposino pomeridiano (15 minuti spaccati, poi ripartiva più ingazzurrita di prima). 

Ho sempre invidiato chi riesce a cuor leggero a "staccare" e immergersi durante il giorno in un libro che non sia un testo dell'Università e naturalmente ho sviluppato (con pochissimo successo) tutte le strategie per farlo, sentendomi in vacanza a ogni minima riuscita in tal senso. 

Non mi piacciono i trucchi per la "lettura veloce": è una contraddizione, perché leggere richiede un forte impegno anche del nostro emisfero sinistro, quello che ci dice di "mettere le cose in fila una dopo l'altra"con calma, oltre che attivare l'emisfero destro che ci permette di "fare rapidamente il clic", di capire il senso di tutte quelle parole sul rigo.

Insomma, leggere vuol dire godersi un pezzo, e ri-goderselo se è il caso: con un libro si può; con il post di Facebook è un po' più difficile perché quando trovi qualche spunto interessante è già stato ampiamente scavalcato da annunci di diete e richieste di "lavoretti per le scuole sulla primavera" (odiosa e demenziale la mania dei lavoretti a tema! senza anima, se non il compiacimento dell'insegnante che vede il "prodotto finito" invece di cogliere la delicatezza della elaborazione visiva olfattiva tattile motoria del bambino che scopre qualcosa).

Stupirsi - foto © paolo salvi 2014


Così ho deciso di regalarvi un pezzo che ho letto nei giorni scorsi nel libro di Moni Ovadia, L'ebreo che ride. E' una poesia che dovete aver la pazienza di leggere fino in fondo, perché forse ci fa venir voglia di ...


Moshe Nadir, Dort vu m'gheit shpatsim (Lì dove si va a passeggio), 1996

Una terra dove non si va a passeggio, dove non si beve vino
la terra dell'acciaio, del ferro, la terra della tecnologia,
la terra dove un uomo che sputa più lontano degli altri
viene dichiarato campione e lo si porta in palmo di mano.
Ho nostalgia di casa
lì si va a passeggiare con una religiosa puntualità
lì piange tutta la cittadina quando un uomo muore
o parte per l'America
e lì gioisce tutta la cittadina quando qualcuno si sposa
o vince la lotteria.
Là i fiori sono piccini e non hanno nome e i boschi sono grandi
e l'amore è quieto e pieno del colore del sangue.
Lì, quando gli orti sono colmi di frutta, in quell'epoca
la gente aspetta fino a quando il sole cala e va a passeggiare.
Non c'è granché da mangiare
pane e miele per i bambini, latte per gli adulti
ma tutti vanno a passeggio
e ogni passo è una grande arte, una scienza.
Lì la vita ha stile e pace e preziosità, e c'è così tanto tempo libero, la gente fa il bagno quando vuole.
Lì quando un signore si leva il cappello davanti a una signora,
lo fa in modo così dolce e lento che si può leggere la marca
e il numero del cappello.
Lì perfino gli anziani ebrei hassidim, religiosi,
passeggiano verso il pozzo, con in mano la giara
e con il sogno dell'acqua fresca disegnato sui volti luminosi.
Ho ancora nostalgia della terra dove andare a passeggio
è un'arte e non un lavoro.
Ho nostalgia dei suoi tetti bassi e dei suoi cieli alti,
mi manca quella terra di fango, di neve e di polvere
che è così tanto più soffice della terra della pietra e del ferro.
Sto rientrando a casa da una passeggiata al Central Park.
Le persone mi guardano come si guarda uno straniero
perché cammino lentamente, serio e con un bastone.



N.B. La Nonna Pina, che aveva fatto le elementari negli anni '20 ma aveva imparato assai nella sua lunga vita e nelle sue esperienze che definirei a pieno titolo "socio-educative", ha scoperto il tempo e il piacere di leggere (e di scrivere) dopo i 70 anni. E fino alle 4 di notte si è divorata tutto quello che aveva a che fare con psichiatria e antipsichiatria, da Basaglia a Petrella, dalle esperienze delle comunità aperte agli esorcismi e agli studi sugli alberi genealogici, passando da Freud e da Jung, dalle storie vere ai saggi degli specialisti, dai romanzi alle erbe di Mességué.

Qualche volta andava anche a passeggio, per il gusto di andarci.

Luci a Pavia - foto © mpaola casali 2014

domenica 15 settembre 2013

C'ERA UNA VOLTA ... nella SOCIETA' del FARE


"Una dolce aria primaverile faceva crescere a occhiate il grano nel podere di Farneta, e rivestiva di fiori gli alberi e i prati. Le speranze nella raccolta erano grandissime, e i Marcucci lavoravano instancabilmente per aiutare l'opera benefica della natura. Essi avevano già seminato i fagioli, le zucche, i piselli e le fave, e avevan tolto dai solchi del grano tutte le erbacce, affinché quello crescesse rigoglioso e desse spighe più granite.

Le donne, e la Vezzosa specialmente, trapiantavano le insalate, i cavoli, le erbe aromatiche, e facevano nascere i bachi da seta, ora che i gelsi mettevan le foglie, e non sarebbe mancato ai preziosi produttori della seta il loro naturale alimento.

Tutti erano in faccende: gli uomini non tornavano a desinare a casa altro che la domenica, perché c'era anche da legar le viti sui pioppi, e ogni pianta aveva bisogno dell'opera del contadino.

La massaia non aveva braccia abbastanza per preparare da mangiare per tutti e pensare ai suoi figlioli; le altre dovevano fare il bucato, il pane, e rassettare vestiti e biancheria. Anche i bimbi lavoravano: chi portava via i sassi dai fossi e dai campi, chi conduceva i maiali a pascolare nel bosco, chi faceva l'erba per le bestie e accompagnava i viaggiatori col trapelo fino al pian dell'Antenne, sotto Camaldoli."


La Zia Popa, in versione "nonna Regina",  legge "Le Novelle della Nonna" di Emma Perodi






domenica 24 febbraio 2013

MAOMETTO e LE 10 FASI



Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto!
(me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato)




Che meraviglia quei "piedini nuovi" che arrancano
 e cercano di spingere e di afferrare anche loro,
come le mani che cercano affamate il Cesto dei Tesori!


Più di trenta anni fa, quando non c'era internet, facevo ai miei nipoti decine e decine di foto (che NON erano digitali e costavano un sacco per essere stampate) per fissare quei piccoli minuscoli movimenti che me li facevano veder "crescere". Alcune le ho ritrovate proprio qualche giorno fa in una vecchissima scatola e appena posso le scansiono e pubblico anche quelle (ma devo chiedere il permesso ai nipoti "soggetto"???)

Allora facevo la formazione negli Asili Nido di Cinisello Balsamo e in tanti altri nidi soprattutto del nord: ero e resto affascinata soprattutto dai primissimi mesi dei bambini, fino all'anno e mezzo, quando ancora è un mistero il loro linguaggio e tutto passa dal movimento e dalle scoperte fatte col corpo in ebollizione. 

Tanti anni dopo (ma tanti tanti) - credendo di occuparmi di tutt'altro - ho ritrovato le stesse scoperte nel modo di muoverci in mezzo a un branco di cavalli al pascolo e nel modo dei bambini autistici e di tutte le persone che il linguaggio non lo hanno mai padroneggiato o lo hanno perso.

Allora ho cominciato a mettere assieme i pezzi di una vita e ad accorgermi che c'è sempre un filo conduttore nelle cose che facciamo col cuore: dal nido al mio stare con gli animali, all'insegnare agli operatori sportivi, al proporre ai manager di un'azienda la sfida del "ritrovarsi" nel proprio corpo per potersi ritrovare anche nella propria mente e nel proprio cuore.

MENTE-MANI-CUORE diceva Elinor Goldschmied: era quasi un mantra.

Paolo è riuscito a sintetizzarlo in una sigla
che è diventata il modello formativo della nostra Società InfinitiForm:
HMS al quadrato - Heart Hands Mind Music Start System

Per chi ne ha voglia (spero in tanti!)
qui sotto ci sono un po' delle cose che anche voi mi avete insegnato negli anni...
Le 10 fasi dello sviluppo senso-motorio: per ricordarci di come cresciamo!

OTTO-GALOPPO nella nostra Vacanza MENTE APERTA all'ARIA APERTA