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mercoledì 25 dicembre 2013

NATALE in riva al TICINO



(I Fio' d'la Nebia)

A drè la riva dal Tesin l'altra not l'è nasu un fieu
a Giusepp al batareau e Marieta Lavandera
Tut i curan, Tut i curan a fa cera....
(...)

Ma 'l fiulin i regal aghià giamò:
un barcé par fas da ca' e il Tesin... al nos Tesin
par fas ninà....



Ma il bambino i regali li ha già:
una barca da casa gli fa
e il Ticino, il nostro Ticino
per farsi ninnar.

BUONA SERATA DI NATALE, sulle rive del Ticino!

sabato 7 dicembre 2013

IL FIUME e LA NEBBIA


Oggi, 7 dicembre 2013 (S. Ambrogio), splendida e "miracolosa" giornata di sole a Pavia e temperatura quasi primaverile: quello che ci voleva per facilitare la vita a noi "traslocatori quasi di professione", alle prese con un nuovo luminoso inizio.

Sì, perché 3 anni fa - più o meno di questi tempi - zio Paolo e io abbiamo inaugurato lo studio in queste condizioni:

E meno male che faceva "luce" il mio giaccone!

Fatto - manco a dirlo - dalla nonna Pina
con il famoso Panno del Casentino, la terra che mi ha "catturato e adottato" per 30 anni.

Una bella metafora per la mia vita, e per rispondere alla domanda che mi sento ripetere da qualche anno a questa parte: "Ma se hai vissuto 30 anni in Toscana in quel luogo da sogno, come hai fatto a tornare a Pavia?"

"È per colpa di quel fiume se io sono ancora qui..."


Certo il fiume è un pezzo grande della mia infanzia e della mia vita da liceale e universitaria. Ho abitato "sul Ticino" da quando avevo un anno fino all'adolescenza, e dalle vetrate della mia casa al terzo piano - proprio a metà tra i due ponti - il fiume è stato il mio sfondo emotivo e cromatico.

Paride il barcaiolo; le regate in canoa e i motoscafi del raid Pavia-Venezia; il mio primo (e unico) giro sul motoscafo rosso della signorina Ollano; le prime passeggiate  all'inizio di ogni primavera con i bambini piccoli (le cuginette appena nate quando io avevo 5 anni, e i miei nipotini quando ne avevo 15); i marciapiedi del viale su cui - di giorno - correvo con i pattini a rotelle vinti con i formaggini rischiando di capottarmi sui "foruncoli" provocati dal catrame in ebollizione e dalle radici degli alberi; gli stessi marciapiedi che - di notte - si popolavano di signore a cui non riuscivo a dare un'identità.

E la poesia che ho scritto a 10 anni guardando il tramonto, quando ho usato - per descriverne i colori - le diciture dei pastelli che mi avevano appena regalato:

Verde cupo dei boschi,
violetto rosato,
garanza rosa,
arancione e giallo,
bianco grigiastro
e azzurro verde e turchino.

Voi dominate sul ponte
al tramonto del sole.
Vi riflettete, o colori,
sul mio bel Ticino.

Pavia, 21 novembre 1965


Solo oggi mi sono levata lo sfizio di cercare su Google quella parola che non avevo (e non avrei) mai sentito da nessuno, e che per questi 48 anni mi è tornata in mente a ogni tramonto, insieme alla certezza di averla letta sul pastello e al dubbio di essermela inventata:
Lacca di Garanza Rosa

I ricordi con le persone, potentissimi: il nonno Carlo e Petula Lita; le passeggiate al sole con Zia Tuci; i ricordi dell'attesa di Gabri (mio fratello) che stava a pescare per ore (con la nonna Pina e il nonno Aurelio non so se arrabbiati o preoccupati e io che stavo di guardia finché non lo vedevo arrivare col suo barcè); e per par condicio Chico (l'altro fratello) e il Cattagni, che nel 1967 (anno di introduzione dell'ora legale) si ostinavano a tenere l'orologio con l'ora solare per essere originali.... (collego questo episodio a un ricordo vivido di noi tre nel piazzale dove Paride tirava su le barche al pomeriggio); la riva dove ogni tanto andavo coi libri a studiare con Alida, mia sorella, e i punti esatti dove lei mi faceva le prime foto a colori nell'età in cui mi vergognavo di "mettermi in posa".

Le processioni bianche e dorate di maggio con l'abito della prima comunione e la candela in mano; le sfilate colorate delle matricole con i loro rumore di barattoli legati ai piedi; il Palio dell'Oca quando lo facevano in grande stile (viva Google! ho trovato un film LUCE dell'epoca - guarda caso - recuperato dal Cattagni di cui sopra):



Insomma... questo fiume... dove era destino tornassi anche per guarire ...
FA SEMPRE MIRACOLI!
e io nei MIRACOLI, riesco comunque a crederci.

(...)
Perchè in fondo il mare ha un lato
un solo lungo lato blu
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più

mentre chi vive accanto a un fiume
anche se è grande come qui
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli
(...)


sabato 30 marzo 2013

LEZIONE DI VITA (Grazie ENZO!)



... gli han portato via: 


la casa 





il cascinale





la mucca ...



... ... ...

MA SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE
...








...

che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,

e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

(omaggio a quel grand'uomo di Enzo Jannacci, appena volato a far sorridere gli angeli:
mi piace ricordare quante volte ha rasserenato le nostre serate all'Ospitale
e mi piace pensare che lo andrete a riscoprire)

domenica 24 febbraio 2013

MAOMETTO e LE 10 FASI



Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto!
(me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato)




Che meraviglia quei "piedini nuovi" che arrancano
 e cercano di spingere e di afferrare anche loro,
come le mani che cercano affamate il Cesto dei Tesori!


Più di trenta anni fa, quando non c'era internet, facevo ai miei nipoti decine e decine di foto (che NON erano digitali e costavano un sacco per essere stampate) per fissare quei piccoli minuscoli movimenti che me li facevano veder "crescere". Alcune le ho ritrovate proprio qualche giorno fa in una vecchissima scatola e appena posso le scansiono e pubblico anche quelle (ma devo chiedere il permesso ai nipoti "soggetto"???)

Allora facevo la formazione negli Asili Nido di Cinisello Balsamo e in tanti altri nidi soprattutto del nord: ero e resto affascinata soprattutto dai primissimi mesi dei bambini, fino all'anno e mezzo, quando ancora è un mistero il loro linguaggio e tutto passa dal movimento e dalle scoperte fatte col corpo in ebollizione. 

Tanti anni dopo (ma tanti tanti) - credendo di occuparmi di tutt'altro - ho ritrovato le stesse scoperte nel modo di muoverci in mezzo a un branco di cavalli al pascolo e nel modo dei bambini autistici e di tutte le persone che il linguaggio non lo hanno mai padroneggiato o lo hanno perso.

Allora ho cominciato a mettere assieme i pezzi di una vita e ad accorgermi che c'è sempre un filo conduttore nelle cose che facciamo col cuore: dal nido al mio stare con gli animali, all'insegnare agli operatori sportivi, al proporre ai manager di un'azienda la sfida del "ritrovarsi" nel proprio corpo per potersi ritrovare anche nella propria mente e nel proprio cuore.

MENTE-MANI-CUORE diceva Elinor Goldschmied: era quasi un mantra.

Paolo è riuscito a sintetizzarlo in una sigla
che è diventata il modello formativo della nostra Società InfinitiForm:
HMS al quadrato - Heart Hands Mind Music Start System

Per chi ne ha voglia (spero in tanti!)
qui sotto ci sono un po' delle cose che anche voi mi avete insegnato negli anni...
Le 10 fasi dello sviluppo senso-motorio: per ricordarci di come cresciamo!

OTTO-GALOPPO nella nostra Vacanza MENTE APERTA all'ARIA APERTA





sabato 5 gennaio 2013

VOLTA LA CARTA



Questa è una filastrocca per grandi, ma ... i miei nipoti SONO GRANDI!

E i disegni di Alice nel Paese delle Meraviglie sono ... sempre per i nipoti GRANDI
I piccoli ancora devono leggere il libro ...

martedì 1 gennaio 2013

IO E I CARTONI



Oh! un cartone animato!! quando ero piccola non avevo molto tempo per vederli (la nonna Pina mi trovava sempre un sacco di cose da fare: raccogli gli spilli, leva le marche, porta il vestito alla signora, vai a comprare la fodera... e tutte quelle cose che lei era specializzatissima a inventarsi sul momento).

E poi a me piaceva Topo Gigio e Calimero: non si andava molto in là!

Qualche tempo fa però mi è capitato sotto gli occhi questo brevissimo pezzo e mi ha fatto sorridere.
Chissà che effetto fa a voi che siete abituati a vederne tantissimi! Me lo raccontate?

lunedì 31 dicembre 2012