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giovedì 25 agosto 2016

MERCANTI di AMICI



"Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.
Comprano dai mercanti le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici".



"Se tu vuoi un amico, addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti," rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."

Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora," disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti."

E qui - cari nipoti - si aprirebbero tanti richiami alle abitudini, ai gesti misurati che vi insegnavo per avvicinarvi ai cavalli (ricordate?), ai piccoli giochi rituali di quando eravate piccoli, alle "regole" che avevamo introdotto nei nidi di Cinisello e poi nella nostra fattoria. Insomma, a tutte quelle piccole grandi cose che fanno la differenza!!

La volpe aveva capito tutto. 


domenica 17 agosto 2014

TRE + TRE FA SEMPRE SETTE


In questi anni mi sono imbattuta spesso in alcuni movimento di pensiero - peraltro sostenuti da personaggi di qualità e di assoluta integrità e onestà intellettuale - nei quali mi identifico totalmente.
Portano avanti una campagna di informazione sulle nostre capacità, contro i tentativi di "etichettare" tutto e tutti per meglio "inquadrare" e gestire (spesso ahinoi medicalizzando un po' troppo la nostra vita) problematiche di vario genere, origine e natura.

Ho avuto finora una certa reticenza a sostenerle apertamente, in quanto - ogni volta che osavo esprimermi a favore - venivo tacciata di settarismo e negazionismo.

Basta con questa storia e questo spauracchio!

Perciò: IO non appartengo a nessun movimento settario né religioso, odio le etichette (credo si sia capito!), non sono negazionista (altra bella etichetta amata e abusata da chi sposa le frasi fatte di certi movimenti che tendono a sostenere l'ineluttabile problematicità della vita invece di aprire mente occhi e cuore alla speranza del miglioramento).

Inoltre, sempre per far chiarezza e rispondere ad altri luoghi comuni: ritengo che gli occhiali servano (a volte) ma si possa anche farne a meno, con strategie ormai stra-conosciute che puntano a "usare" al meglio il nostro corpo e i nostri occhi e lasciar emergere le nostre reali possibilità.

Credo che sia una contraddizione dire che dislessia, disgrafia ecc non sono una malattia... ma non si può guarire.

Sono certa - per l'esperienza professionale che ho accumulato in quarant'anni - che ogni persona DEVE e PUO' essere messa in condizione di fare da sola tutto quello che è in grado di fare: basta con protesi a vita, strumenti compensativi inevitabili, sofferenza e sacrificio come condizione di fondo; basta con la caccia alle certificazioni come unica soluzione, che impedisce di vedere i propri figli e i propri allievi come "persone". 

Basta anche con l'esaltazione del Genio Dislessico: è un altro modo elegante per appiccicargli un'etichetta.

E su questo, ho già detto molto in un altro post, che mi ha meritato l'espulsione da alcuni gruppi Facebook sulle Difficoltà Specifiche di Apprendimento ;-)




TRE + TRE ...


"C'è sempre un numero in più nel destino", come ci ricorda Lucio Dalla: più ancora del Tre più Tre del grande Nuvolari.


Sì, TU - chiunque tu sia - SEI molto di più
di quanto vogliono farti credere.
Ti meriti di più.

Hai molte più possibilità, e io voglio stare con chi ci crede!







mercoledì 4 dicembre 2013

LA CARTA


Facebook riserva belle sorprese.
Una più bella dell'altra.

Ebbene sì... lo usa anche la Zia Popa! e vi dirò di più: ho vissuto la nascita del computer dal 1981, quando con lo zio Marco ho deciso di comprare e sperimentare il VIC 20 (che vendevano a 199 mila lire senza il monitor e senza la tastiera (o qualcosa del genere). Per averne uno più "completo" lo abbiamo pagato 400 mila lire e dovevi fare strani collegamenti alla televisione per vedere qualcosa. Mi ricordo che compariva nella prima schermata, in caratteri cubitali: COME TI CHIAMI? e quando inserivi il tuo nome... magìa magìa... BUONGIORNO, MARIA PAOLA!

Poi con il Commodore 64 (che funzionava solo con le cassette del registratore) ho addirittura tenuto per qualche anno l'archivio del Coordinamento Regionale e Nazionale degli Asili Nido e ho preparato una ricerca da presentare al Convegno Nazionale degli Asili Nido a Venezia nel 1984.

Era un lavoro molto accurato che comparava il reddito di 100 famiglie di diversa estrazione e con diversi numeri di figli e le quote che avrebbero pagato per l'iscrizione agli asili nido, se avessero abitato a Pavia, a Cinisello, a Pistoia, ad Arezzo, a Venezia e in un sacco di altri città e paesi. Un lavoro da certosini, per "interpretare" le normative e i regolamenti dei vari comuni e dimostrare che la tariffa minima e massima erano assolutamente soggette a un'infinità di variabili.

Avevo programmato le formule che mi permettevano di comparare esattamente i dati, avevo riempito cassette su cassette per paura di perderli, avevo fatto stampe su stampe per lo stesso motivo.
E LA SERA PRIMA DEL CONVEGNO... 

PFFFFFFF
sparito tutto
!!!

Un dramma! o meglio: una notte passata a RITAGLIARE le stampe preventivamente fatte e a rimontarle sotto forma di quaderno da far fotocopiare prima dell'inizio lavori. NON ME NE E' RIMASTA NEMMENO UNA COPIA! (anzi... se qualcuno che legge questo blog ricorda questa ricerca e me ne procura una... sarebbe come recuperare un pezzo di memoria e mi farebbe felice!)

La Zia Popa si gratta la testa in una delle riunioni di fondazione del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia, nel lontano 1980

E la cosa stupefacente è che questa foto l'ho ritrovata per caso su internet, cercando la data del Convegno Nazionale di Venezia, proprio perché poco prima - vedendo un video su Facebook - mi ero improvvisamente ricordata di quell'episodio (ho ancora molto ben presente il tavolino di legno fatto dal babbo di Marco trent'anni prima e da noi restaurato, messo in diagonale a funger da scrivania nella grande camera della casa di Cinisello Balsamo, ricoperto da strane attrezzature enormi che dovevano servire a comporre, registrare e stampare centinaia di fogli).

Mi ha fatto molto sorridere... e molto pensare!
Chissà se sono davvero i fogli di carta che stanno facendo abbattere le foreste... o è piuttosto lo stress e l'inquinamento elettromagnetico che stanno abbattendo noi e i nostri bambini?

Lo condivido con voi,
perché sarebbe bello che i miei nipoti e nipotini continuassero a vivere in un mondo fatto ANCHE di carta!


domenica 24 febbraio 2013

MAOMETTO e LE 10 FASI



Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto!
(me lo ha ricordato Ivana, mandandomi questo bellissimo filmato)




Che meraviglia quei "piedini nuovi" che arrancano
 e cercano di spingere e di afferrare anche loro,
come le mani che cercano affamate il Cesto dei Tesori!


Più di trenta anni fa, quando non c'era internet, facevo ai miei nipoti decine e decine di foto (che NON erano digitali e costavano un sacco per essere stampate) per fissare quei piccoli minuscoli movimenti che me li facevano veder "crescere". Alcune le ho ritrovate proprio qualche giorno fa in una vecchissima scatola e appena posso le scansiono e pubblico anche quelle (ma devo chiedere il permesso ai nipoti "soggetto"???)

Allora facevo la formazione negli Asili Nido di Cinisello Balsamo e in tanti altri nidi soprattutto del nord: ero e resto affascinata soprattutto dai primissimi mesi dei bambini, fino all'anno e mezzo, quando ancora è un mistero il loro linguaggio e tutto passa dal movimento e dalle scoperte fatte col corpo in ebollizione. 

Tanti anni dopo (ma tanti tanti) - credendo di occuparmi di tutt'altro - ho ritrovato le stesse scoperte nel modo di muoverci in mezzo a un branco di cavalli al pascolo e nel modo dei bambini autistici e di tutte le persone che il linguaggio non lo hanno mai padroneggiato o lo hanno perso.

Allora ho cominciato a mettere assieme i pezzi di una vita e ad accorgermi che c'è sempre un filo conduttore nelle cose che facciamo col cuore: dal nido al mio stare con gli animali, all'insegnare agli operatori sportivi, al proporre ai manager di un'azienda la sfida del "ritrovarsi" nel proprio corpo per potersi ritrovare anche nella propria mente e nel proprio cuore.

MENTE-MANI-CUORE diceva Elinor Goldschmied: era quasi un mantra.

Paolo è riuscito a sintetizzarlo in una sigla
che è diventata il modello formativo della nostra Società InfinitiForm:
HMS al quadrato - Heart Hands Mind Music Start System

Per chi ne ha voglia (spero in tanti!)
qui sotto ci sono un po' delle cose che anche voi mi avete insegnato negli anni...
Le 10 fasi dello sviluppo senso-motorio: per ricordarci di come cresciamo!

OTTO-GALOPPO nella nostra Vacanza MENTE APERTA all'ARIA APERTA