martedì 16 maggio 2017

SBOCCIARE


  


Questo fiore è sbocciato questa notte.
Ieri sera era piccolo e chiuso, come l'altro bocciolo.
Anche voi, piccoli e grandi nipoti,
siete sbocciati quasi all'improvviso!

Anche noi - "grandi adulti" preoccupati dalle pressioni di ogni giorno 
abbiamo dentro tutte queste possibilità, 
questa enormità di bellezza 
che sembra quasi impossibile riuscire a contenere.

Con le fragranze, la leggerezza, la delicatezza, la forza
di un fiore di maggio
che aspetta solo di poter fiorire.

Un giorno, all'improvviso.

Grazie.  


giovedì 27 aprile 2017

GIOCARE SANO, di più e di più!




Una piazza, un po' di sole, un tavolino, un mazzo di carte...
e 17 persone attorno a discutere di due di quadri e asso di cuori
con la ola di incoraggiamento e battute una dietro l'altra,
"seri come cartelli" si direbbe da queste parti...













Un bosco, tre "pine" e le mani che le fan volare, col sorriso.








Dieci persone, grandi, a fare un corso in un prato:
la capacità di stare al gioco e di mettersi in gioco.

Serve altro?

A me oggi basta così.

martedì 14 febbraio 2017

TORNARE alla VITA





Mattino presto, molto presto.
Le case sparse sul monte sono presenti con le loro luci notturne.
Una piazza con la luna, qualche finestra che si illumina.

Un uomo canticchia sotto la finestra, mentre - diligente - spazza con cura il selciato.
Si stupisce del mio saluto e continua nel suo lavoro.

Poi prende il carretto, alza la scopa come una bandiera
e sparisce dietro l'angolo.
La piazza resta un po' più vuota... Il bar è ancora chiuso.





Fra poco profumo di brioches, gente che chiacchiera.
E io posso stendere i panni nella corte, con la carrucola,
tra le mura dell'antica torre.


Questo è tornare alla vita.




giovedì 25 agosto 2016

MERCANTI di AMICI



"Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.
Comprano dai mercanti le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici".



"Se tu vuoi un amico, addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti," rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."

Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora," disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti."

E qui - cari nipoti - si aprirebbero tanti richiami alle abitudini, ai gesti misurati che vi insegnavo per avvicinarvi ai cavalli (ricordate?), ai piccoli giochi rituali di quando eravate piccoli, alle "regole" che avevamo introdotto nei nidi di Cinisello e poi nella nostra fattoria. Insomma, a tutte quelle piccole grandi cose che fanno la differenza!!

La volpe aveva capito tutto. 


venerdì 12 agosto 2016

ON THE ROAD



Ero pronta, eri pronto:
Qualcuno ci ha fatti incontrare
su una strada sassosa.

Ma c'era la luna rossa, grande,
e il sole di luglio alle 6 di mattina,
tra bambini e cavalli,
per il nostro buongiorno.

Notti e giorni e notti
e settimane e mesi e anni;
inverni dopo inverni
estati dopo estati
con inevitabili fatiche
e ancor più gioie condivise.

Stupori, dolori, strappi;
ritrovamenti di case e lavori.

E soprattutto
RITROVAMENTI DI VITA
e salute e preghiera.

Ringraziando il Cielo
e Chi lo abita,
SI-AMO QUI, oggi,
su questa nuova strada
in salita, in discesa.
Non importa.

GRAZIE.

17 luglio 2013
Candidi come le colombe, prudenti come i serpenti

giovedì 28 aprile 2016

QUANTA TERRA NEGLI OCCHI, QUANTA GENTE NEL CUORE...



Ho girato molto in questi ultimi mesi (Casentino, Oltrepò Pavese, Cascine Orsine, Potenza, Sassari, Nuoro, Siena... e fra poco Cagliari e Oristano). Mi chiedono spesso cosa ci guadagno a correre su e giù per l'Italia a fare corsi, con tutta l'energia che questo comporta sia in termini economici che fisici.
Rispondo con Saint-Exupery: "Ci guadagno - disse la volpe - il colore del grano" ...


E messaggi come questi, che non hanno prezzo:
"Grazie per essere stata la persona al posto giusto nel momento giusto della mia vita
sia per la tua storia che per i tuoi insegnamenti, un abbraccio".

Ciò che chiediamo di scrivere alle persone - alla fine del corso
è quello che ci viene immediatamente restituito tra sorrisi e diversi momenti di commozione.
Cosa PORTO VIA CON ME...



... il regalo più bello ...

GRAZIE, a tutti voi... che mi vedete una volta ogni tanto!
 ... e a chi con pazienza (tanta!) mi sta vicino tutti i giorni...


venerdì 22 maggio 2015

SALVIAMO IL CORSIVO!






Questo post nasce da quegli strani (o fin troppo logici?) casi della vita che ti portano quasi magicamente a trovare un filo conduttore in quello che stai facendo. Un po' come dire: Mister Google ti fa comparire sulla tua schermata di Facebook per quindici giorni una fila di lavatrici, proprio nel momento in cui la tua si è rotta e tu ne parli con un'amica in un messaggio privato.

Mi ha sempre affascinato il mondo dell'antico Egitto (in prima media mi ero comprata un libro che avevo letto e riletto per farci una ricerca e ho ancora nascosto da qualche parte!), e proprio un paio di giorni fa - immersa tra le mummie e i reperti del bel Museo Egizio di Milano - sono stata attratta da un paio di schede descrittive sulla figura dello Scriba e sull'uso della scrittura (mio interesse particolare soprattutto in questi ultimi anni in cui la scrittura a mano sembra essere merce rara).





"... Si diventava Scriba imparando a leggere e a scrivere sin da bambini. Gli scolari iniziavano apprendendo lo IERATICO, la scrittura CORSIVA utilizzata soprattutto per documenti su papiro, che consentiva di accedere ai livelli più bassi della carriera amministrativa. Le lezioni prevedevano sia la dettatura da parte del maestro di testi letterari, copiati dagli allievi su frammenti di calcare e cocci (ostraca), sia la risoluzione di problemi di geometria e l'apprendimento dei formulari per redigere i documenti amministrativi. Un livello ulteriore era rappresentato dalla conoscenza del GEROGLIFICO, utilizzato come scrittura monumentale".













Ieri sera, studiando un articolo assai interessante sulle NOSTRE STRAORDINARIE MANI, di Carla Hannaford, la neurobiologa che da sempre fa ricerca sul rapporto tra il movimento e l'apprendimento, e sostiene Brain Gym® come una delle tecniche più efficaci per lo sviluppo del nostro sistema mente-mani-cuore, guardate un po' cosa leggo?


"Nel corso della storia, gli esseri umani hanno sentito l'esigenza innata di aumentare l'efficienza della loro comunicazione. I geroglifici egiziani erano un magnifico sistema di scrittura, ma richiedevano molto tempo ed erano riservati alle iscrizioni su metallo e pietra.
Nella scrittura su papiro, gli egiziani utilizzavano la scrittura ieratica in corsivo, un sistema di lettere collegate che consentiva alla mano dello scriba di fluire liberamente.

Il corsivo è sempre esistito, in tutte le epoche e in tutto il mondo. 

Praticamente ogni civiltà che sia riuscita a sviluppare un sistema di comunicazione scritta, ha formulato una versione rapida di scrittura che collega le varie lettere. Per secoli, le persone più colte, abbienti e raffinate si sono distinte dagli altri per la loro capacità di scrivere in modo fluido belle lettere (caratteri)". 



dal Metodo Esemplare Calligrafico prof. Giuseppe Càpretz, primi del Novecento




E ancora:


"Le scuole Waldorf in Europa hanno iniziato a introdurre la scrittura in corsivo intorno ai 6-7 anni di età, vale a dire prima che le ossa del carpo della mano si siano sviluppate a sufficienza per poter compiere i movimenti fini richiesti dalla scrittura in stampatello". 


  • Gli elettroencefalogrammi mostrano che soltanto l'emisfero sinistro è attivo quando una persona scrive in stampatello mentre tutto il cervello è attivo quando una persona scrive in corsivo". 
  • La scrittura a mano in corsivo, più della scrittura in stampatello o a macchina (digitazione su tastiera) stimola l'intelligenza e il fluire della lingua. Un’attività di scrittura fluida o fluente fa sì che non interrompiamo o tronchiamo i nostri pensieri. 

  • Gli studi di imaging a risonanza magnetica condotti presso la Indiana e Vanderbilt University hanno rilevato una maggiore attività cerebrale durante la scrittura a mano in corsivo rispetto alla scrittura su tastiera. 
  • Vi è qualcosa di magico nel modo in cui una penna poggia sulla mano e si muove sulla carta, quasi fosse un flusso meditativo che scaturisce da un'unità motoria e sensoriale. Anche il testo risulta in qualche modo più completo, intimo o profondo oltre che più creativo. 

sul retro della fotografia mandata da nonno Aurelio dal fronte orientale



Abbiamo ancora qualche dubbio??


Il Blog della Zia Popa: PENNA E PENNINO: 13 dicembre, Santa Lucia! Sui banchi di scuola c'era sempre un regalo, che segnava una tappa del nostro imparare: il quade...




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